Le banche che fanno le valigie e il territorio che paga il conto

Le grandi banche tagliano sportelli nel Bresciano: 40 comuni senza filiale mentre i fondi esteri assorbono valore. Un territorio che produce, ma resta senza servizi.

Brescia. Nel Bresciano le banche hanno iniziato a fare una cosa molto semplice: chiudere. Non perché il territorio non produca, ma perché i loro modelli di business puntano altrove. Serrande giù, filiali eliminate, servizi spostati online. È una ritirata silenziosa che sta lasciando intere comunità senza un presidio essenziale.
Quaranta comuni senza uno sportello. Quaranta. È come se avessero guardato la provincia e detto: “Qui non c’è abbastanza glamour, chiudiamo tutto”. E via: serrande giù, insegne spente, lavoratori  prepensionati, cartelli che dicono “ci trovate online”. Che è un po’ come dire: “ci trovate, ma non qui”.
Le grandi banche non stanno riducendo la presenza: stanno facendo ghosting al territorio. Prima ti corteggiano, aprono filiali ovunque, ti riempiono di brochure patinate. Poi, quando il mercato cambia, spariscono come se non ti avessero mai conosciuto.
I numeri lo dicono meglio delle parole: Intesa Sanpaolo ha chiuso 141 sportelli in Italia solo nel 2025, e nel Bresciano ha già eliminato 4 filiali in Valcamonica (Vezza d’Oglio, Malonno, Bienno, Esine). Unicredit, nel grande taglio nazionale che ha visto sparire 5.243 sportelli tra il 2018 e il 2023, ha contribuito alla riduzione: la nostra provincia è passata da 754 sportelli nel 2018 a 642 nel 2023 e a 610 alla fine del 2025, perdendone 20 solo rispetto all’anno precedente.
Il risultato finale è che 40 comuni bresciani oggi non hanno più una filiale bancaria. Zero. Nessuna. Neanche una.
Questo significa che decine di migliaia di persone restano lì, con il loro bonifico urgente e la loro pensione da ritirare, a parlare con un chatbot che dice “la sua richiesta è importante per noi”. Che è un po’ come sentirsi dire “tranquillo, ti vogliamo bene” da qualcuno che ha già fatto le valigie.
Il bello è che il Bresciano non è un territorio marginale. Produce, lavora, risparmia, investe. Le famiglie e le imprese della nostra provincia generano circa 2,9 miliardi di euro di risparmio nuovo ogni anno, mentre l’insieme dei depositi bancari e del risparmio postale ammonta a quasi 49 miliardi di euro. E stendiamo un velo su quanto vengono remunerati i conti correnti bancari.
È una macchina che genera valore vero, non speculazioni. Eppure le banche la trattano come un bancomat: prelevano qui, investono altrove. Prelevano qui, chiudono qui. Prelevano qui, e poi ti dicono che “la filiale non è più sostenibile”. Sostenibile per chi? Per i fondi che comprano immobili a Dubai? Per le operazioni che promettono profitti stellari ma non restituiscono nulla al territorio? Oppure per i grandi azionisti?
Ma davvero non è sostenibile per le banche? Giudicate voi. Nel 2025, Intesa Sanpaolo ha registrato un utile netto record di 9,3 miliardi di euro. (+7,6% rispetto agli 8,67 miliardi di euro del 2024). E Bper banca, che nella nostra provincia ha circa 90 filiali, ha registrato un utile netto consolidato record di 2,1 miliardi di euro. Unicredit nel 2025 ha messo a segno un risultato netto contabile di gruppo di 10,9 miliardi di euro.
Questi dati, insieme ai consistenti dividendi (Intesa: 0,376 euro per azione; Bper: 0,65 euro per azione; Unicredit: 3,149 euro), segnalano chiaramente che alle grandi banche interessa più remunerare gli azionisti che soddisfare i clienti e il territorio che produce e risparmia.
Il risultato quindi è semplice: il territorio resta senza servizi, senza presidi, senza consulenza. E mentre le banche scappano, la provincia deve reinventarsi da sola. Con i comuni che si arrangiano, con le persone che devono fare chilometri per un prelievo, con le imprese che si trovano senza interlocutori fisici. C’è però un punto che le banche sembrano ignorare: il territorio non si indebolisce perché loro se ne vanno. Si riorganizza. Si adatta. Trova soluzioni alternative. Le comunità e le imprese bresciane hanno sempre reagito ai vuoti lasciati da altri, e lo faranno anche questa volta.

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