Business: i settori che cresceranno di più nei prossimi anni e perché Brescia è ben posizionata
Dalla transizione energetica alla robotica, dall’acciaio ai data center: l’economia globale cambia e Brescia si trova nel punto giusto, con le competenze, le filiere e la forza industriale per guidare la crescita dei prossimi dieci anni.
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Brescia ha sempre avuto una caratteristica che la distingue: non aspetta il futuro, lo intercetta prima degli altri. È successo con la manifattura, con l’acciaio, con la meccanica di precisione. E sta succedendo di nuovo oggi, mentre il mondo corre verso un’economia fatta di energia pulita, robotica, materiali avanzati, mobilità sostenibile e infrastrutture digitali. Guardare ai prossimi dieci anni significa capire quali settori cresceranno davvero e, soprattutto, quali di questi hanno già radici profonde nella nostra provincia.
1. Il primo grande fronte è quello dell’energia. La transizione energetica non è più un tema da convegno: è un mercato che, secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, crescerà del 61% entro il 2030 solo per quanto riguarda gli investimenti in tecnologie pulite. L’idrogeno verde, da solo, potrebbe valere oltre 400 miliardi di dollari nel 2035. In questo scenario, Brescia parte con un vantaggio enorme: uno dei sistemi di teleriscaldamento più estesi d’Italia, un tessuto industriale che investe in efficienza e recupero termico, e una filiera energivora che ha tutto l’interesse a ridurre consumi ed emissioni. È qui che la transizione energetica diventa concreta, applicata, misurabile.

2. Accanto all’energia c’è la robotica, che non è più un settore di nicchia ma una delle colonne portanti dell’industria globale. La Federazione Internazionale di Robotica prevede una crescita del 20% annuo dei robot collaborativi fino al 2030, mentre l’automazione industriale viaggia verso un mercato da 400 miliardi di dollari entro il 2035. Brescia, con i suoi distretti meccanici e valvolieri, è uno dei territori italiani dove la robotica sta entrando più velocemente nelle fabbriche: negli ultimi cinque anni le installazioni sono aumentate del 30%, e la domanda di tecnici specializzati supera ormai l’offerta. Qui l’intelligenza artificiale non è un concetto astratto: è manutenzione predittiva, controllo qualità automatizzato, linee che si regolano da sole.
3. Poi c’è l’acciaio, che molti considerano un settore “tradizionale”, ma che in realtà sta vivendo una trasformazione radicale. La domanda globale di acciai speciali cresce del 5% annuo, mentre i materiali ultraleggeri per la mobilità elettrica aumentano del 12% ogni anno. Il riciclo avanzato dei metalli, spinto dalle politiche europee, potrebbe superare i 200 miliardi entro il 2035. Brescia, secondo polo siderurgico d’Europa, è nel cuore di questa rivoluzione: forni elettrici, digital twin, riduzione delle emissioni, filiera completa dal rottame al prodotto finito. È uno dei pochi territori dove la siderurgia low‑carbon è già in costruzione.

4. La mobilità è un altro fronte destinato a cambiare profondamente. Secondo BloombergNEF, nel 2030 verranno venduti 45 milioni di veicoli elettrici, mentre i treni a idrogeno stanno crescendo del 25% annuo. La componentistica per veicoli elettrici supererà i mille miliardi entro il 2035. Brescia, con il suo distretto automotive, produce già oggi freni, valvole, sistemi di sicurezza e componenti che finiscono nelle catene di fornitura dei principali costruttori europei. Lungo l’asse A4, la logistica elettrica sta diventando realtà, e molte aziende stanno riconvertendo linee e competenze per la mobilità sostenibile.
5. Un altro settore destinato a esplodere è quello della sanità e delle biotecnologie. Le biotecnologie crescono del 15% annuo, la robotica chirurgica viaggia verso un mercato da 35 miliardi, la telemedicina aumenta del 20% ogni anno. Brescia ha un ecosistema unico: gli Spedali Civili, uno dei più grandi ospedali d’Italia; l’Università con ricerca avanzata; un tessuto di imprese biomedicali che sta crescendo in silenzio ma con costanza. È un settore che unisce tecnologia, salute e innovazione, e che nei prossimi anni diventerà centrale.

6. Il turismo, spesso considerato un comparto “tradizionale”, sta cambiando pelle. Il turismo esperienziale crescerà del 30% entro il 2030, e il 70% dei turisti europei preferisce destinazioni sostenibili. Brescia ha tutto: il Garda, la Franciacorta, i borghi, i cammini, i musei. Ma soprattutto ha un vantaggio competitivo: può integrare natura, cultura e tecnologia, trasformando il territorio in una destinazione intelligente, con servizi digitali, mobilità dolce e un’offerta sempre più personalizzata.
7. Infine, c’è il mondo dei data center e delle infrastrutture digitali. Il mercato dei data center cresce del 10% annuo, l’edge computing del 37%, la cybersecurity potrebbe superare i 500 miliardi entro il 2035. Brescia, al centro dell’asse Milano‑Verona, è un territorio ideale per ospitare infrastrutture digitali e servizi cloud a supporto dell’industria. La digitalizzazione delle supply chain, già in corso, richiederà reti più veloci, server più vicini, sicurezza più elevata.
Tutti questi settori hanno una cosa in comune: a Brescia trovano già una base solida, una filiera, una competenza, un’opportunità. Il futuro non è un concetto astratto: è un insieme di traiettorie che stanno già passando da qui. E il 2035 non sarà un punto d’arrivo, ma il momento in cui la provincia potrà dimostrare, ancora una volta, di essere uno dei territori più dinamici d’Europa.




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