Brescia, salari in crescita ma l’inflazione erode il potere di acquisto

Nonostante gli aumenti nominali, i salari dei lavoratori bresciani non tengono il passo con l’inflazione. In media, ogni famiglia vede "mangiato" il potere d’acquisto di circa 79 euro al mese.

Brescia. A Brescia, come nel resto d’Italia, i salari stanno crescendo, ma il recupero del potere d’acquisto perso durante la pandemia è ancora lontano. Secondo l’ISTAT, i salari reali di settembre 2025 restano 8,8 punti percentuali sotto i livelli di gennaio 2021, segnalando quanto l’inflazione abbia eroso i guadagni dei lavoratori.
Analizzando i dati delle dichiarazioni dei redditi, emerge che nel triennio 2021-2023 i circa 550mila lavoratori dipendenti bresciani hanno visto crescere nominalmente le loro buste paga di circa l’8%, ma il rincaro dei prezzi ha superato questo aumento, determinando una perdita media di 79 euro al mese.
Nel 2023, il reddito medio netto si attesta a 1.440 euro al mese, mentre rivalutando i dati del 2021 l’equivalente sarebbe stato 1.519 euro, confermando la svalutazione reale.
A livello comunale, le perdite più consistenti riguardano Magasa (-216 euro), Padenghe (-207 euro), Preseglie (-199 euro) e Lavenone (-163 euro). Qualche eccezione positiva: a Salò i lavoratori hanno guadagnato 90 euro in più rispetto al 2021, a Valvestino 77 e a Ponte di Legno 58 euro.

 

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