Contribuenti stranieri: con il Covid redditi in picchiata
Dalle dichiarazioni dei redditi 2021 (anno d’imposta 2020) emerge che il numero di contribuenti nati all’estero diminuisce (per la prima volta) del -1,8%; diminuiscono ancora di più i redditi dichiarati (-4,3%) e l’Irpef versata (-8,5%).
Più informazioni su

Brescia. Le conseguenze economiche della pandemia si sono fatte sentire anche per i contribuenti di origine straniera che, in Italia, sono 4,17 milioni e nel 2021 hanno dichiarato redditi per 57,5 miliardi, versando 8,2 miliardi Irpef, ovvero il 5% dell’Irpef totale ( 159,3 miliardi).
È questo l’apporto degli immigrati alla fiscalità nazionale, ricostruito dalla Fondazione Leone Moressa per Il Sole 24 Ore, in base a dati forniti dal dipartimento Finanze del ministero dell’Economia.
L’impatto della pandemia di Covid-19 ha prodotto un calo dell’1,8 per cento nel 2020, con il conseguente calo del volume dei redditi dichiarati dagli
stranieri (-4,3%) e quello dell’Irpef versata (-8,5%). Sono in aumento, invece, le rimesse, ovvero i risparmi inviati ai Paesi d’origine.
Nel confronto tra dichiarazioni dei redditi, un lavoratore straniero percepisce mediamente 8mila euro in meno rispetto ad un italiano e solo l’1,8% si piazza sopra 50mila euro.
«Il differenziale di reddito fra nati in Italia e nati all’estero rimane piuttosto elevato»- spiegano dalla Fondazione Leone Moressa. «Mediamente – continuano – i contribuenti nati all’estero hanno dichiarato 14.360 euro, 8 mila euro in meno rispetto alla media dei contribuenti italiani». Il divario di reddito medio sale oltre i 10 mila euro in quattro regioni (Emilia Romagna, Lazio, Trentino-Alto Adige, Liguria).
L’Irpef media versata dagli stranieri è di 3.270 euro mentre quella versata dagli italiani supera i 5mila euro.
Oltre la metà dei contribuenti nati all’estero si concentra in quattro regioni: Lombardia (884.648), Emilia Romagna (459.226), Veneto (452.351) e Lazio (427.251).
Gli stranieri che dichiarano un reddito di oltre 16mila euro sono in Lombardia e Friuli Venezia Giulia. In Calabria, invece, ne dichiarano mediamente 9mila, la cifra più bassa.
I Paesi più rappresentati, fra i contribuenti stranieri, sono Romania, Albania, Marocco e Cina. Nel settore domestico, tuttavia, viaggia quella fascia cosiddetta “grigia” dove, a fianco del lavoro nero, sussiste anche un’ampia fascia di lavoratori in “grigio” per i quali le ore dichiarate sono meno di quelle effettivamente lavorate.








Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.