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Natalità e mortalità delle imprese bresciane: primo trimestre positivo di 110 unità

(red.) Il bilancio della nati-mortalità delle imprese bresciane tra gennaio e marzo si è chiuso con un saldo positivo di 110 unità. Dall’analisi dei flussi della natalità d’impresa emerge che nei mesi tra gennaio e marzo sono nate 2.140 imprese, in aumento del 6,5% rispetto al primo trimestre del 2020 quando è scoppiata la crisi sanitaria, ciò denota che comincia a riprendere l’iniziativa imprenditoriale.

Sul fronte delle uscite dal sistema produttivo, permane la riduzione delle cessazioni calate rispetto al periodo gennaio-marzo 2020 del 21,6% (attestandosi a 2.030). Riduzione che potrebbe essere connessa a diversi fattori tra cui la politica dei ristori, che ha parzialmente aiutato le imprese a resistere, oppure le prospettive di rilancio economico del Paese legate di al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che potrebbero fare rimandare le scelte di chiusura dell’attività.

Il comparto artigiano replica le stesse dinamiche dell’intero sistema imprenditoriale. Il primo trimestre dell’anno si chiude con uno stock di 117.505 imprese registrate in aumento dello 0,5% rispetto allo stesso periodo del 2020. Dal confronto territoriale è evidente che il risultato bresciano è migliore del dato nazionale (+0,3%) e in migliore di quello regionale che segna un leggero calo del numero delle imprese dello -0,04%. E’ questa la dinamica che emerge dall’analisi sulla natalità e mortalità delle imprese bresciane realizzata dal Servizio Studi della CCIAA di Brescia sui dati Movimprese.

IL BILANCIO DEI SETTORI. Si confermano in crescita le attività scientifiche e tecniche (+297 imprese), i servizi di supporto alle imprese (+151 unità) e i servizi di informazione e comunicazione (82 unità). Positivo anche il saldo delle attività assicurative (+81 unità). Colpisce il settore delle costruzioni che dopo anni di ridimensionamento riporta un aumento di 219 imprese di cui 95 artigiane, segno che il Superbonus 110% comincia a mostrare i primi segnali.
I saldi negativi più alti si registrano nell’agricoltura (-122), nelle attività manifatturiere (-104), nelle attività di alloggio e ristorazione (-30 unità).
Il commercio risulta in aumento di 26 unità, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno dovute all’iscrizione di attività di commercio all’ingrosso.

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