Brescia: dopo il covid l’imprenditoria femminile chiede più formazione

La camera di commercio ha voluto dar vita ad una specifica indagine, grazie alla quale poter compiutamente analizzare quali sono state le principali criticità.

(red.) Per l’imprenditoria femminile, l’emergenza sanitaria Covid-19 ha comportato specifiche ed ulteriori problematiche rispetto a quelle, già drammatiche, complessivamente registrate dal nostro tessuto economico.
Il Comitato per l’Imprenditoria Femminile (CIF), presieduto da Francesca Porteri, operante presso la Camera di Commercio di Brescia, ha voluto pertanto dar vita ad una specifica indagine, grazie alla quale poter compiutamente analizzare quali sono state le principali criticità e quali le aspettative di una realtà economica che, secondo i dati al 30 giugno 2020, nella Provincia di Brescia registra una presenza di 23.783 imprese “rosa”, di cui 14.446 costituite da imprese individuali, 5.771 società di capitale e 3.129 società di persone.

Dall’osservazione preliminare del CIF, oltre alle criticità tipiche delle PMI, è stato infatti riscontrato che le imprese femminili hanno dovuto affrontare, nell’emergenza, anche appesantimenti legati a vari fattori, in particolare rispetto agli oneri di conciliazione, maggiormente impegnativi a causa della chiusura delle scuole e della necessità di gestire la didattica a distanza, nonché la scarsa attitudine all’informatica e l’insufficiente conoscenza degli strumenti social.
L’analisi dei risultati dell’indagine, svolta dalla Prof.ssa Maria Garbelli dell’Università degli Studi di Milano Bicocca, rappresenterà un utile strumento grazie al quale Camera di Commercio e il CIF potranno progettare attività e iniziative di supporto delle imprese femminili, per individuare gli interventi camerali da intraprendere a sostegno, anche al fine di scongiurare o limitare il rischio di chiusura.
La formazione professionale, in particolare quella legata ai contenuti digitali a supporto dell’attività d’impresa, e le iniziative legate a favorire l’accesso al credito, dove si evidenzia difficoltà delle imprese femminili nell’interazione con gli istituti bancari, sono risultati gli ambiti in cui si è registrata l’esigenza di maggiore supporto.

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