Anticipo Firr, “Enasarco può agire in fretta, il Governo ci ascolti”

lettera inviata dal presidente di Fnaarc Confcommercio Alberto Petranzan, al ministro del Lavoro e delle politiche sociali Nunzia Catalfo.

(red.) “Gli Agenti e i rappresentanti di commercio del nostro territorio hanno subito pesantissime conseguenze dall’emergenza Covid. Non c’è più tempo, servono interventi di sostegno immediati per la categoria: Fondazione Enasarco può agire in fretta, il Governo ci ascolti”.
Così il presidente dell’Unione Agenti e Rappresentanti – Fnaarc di Brescia, Filippo Frassoni, plaude alla lettera inviata dal presidente di Fnaarc Confcommercio Alberto Petranzan, al ministro del Lavoro e delle politiche sociali Nunzia Catalfo, per sollecitare l’autorizzazione all’erogazione dell’anticipo Firr (Fondo di indennità fine rapporto), agli iscritti Enasarco.

Nella lettera si ricorda quanto la categoria sia stata “ferocemente impattata dall’emergenza sanitaria e dimenticata dalla politica: per il blocco forzato nel periodo del lockdown, per la contrazione dei consumi e per la loro migrazione verso il commercio elettronico, per l’impossibilità di ricorrere alla cassa integrazione”.
La Fondazione Enasarco, per contribuire a far fronte al gravissimo stato di crisi in cui versa la categoria, ha deliberato la possibilità per gli iscritti di richiedere un anticipo del proprio Firr destinando allo scopo la cifra complessiva di 450 milioni di euro (erogabili in 3 tranche, al fine di non compromettere la sostenibilità della stessa fondazione) e ha già attivato gli strumenti operativi.
Enasarco è pronta a erogare gli anticipi, conclude Petranzan nel suo appello al ministro Catalfo, “è però necessaria l’autorizzazione da parte del Suo dicastero, autorizzazione che ci risulta essere stata richiesta dalla fondazione Enasarco in data 10 luglio 2020 e a tutt’oggi non pervenuta”.

Il presidente dell’Unione Agenti e Rappresentanti – Fnaarc di Brescia, Filippo Frassoni, sottolinea infine “l’impossibilità per molti di accedere al contributo a fondo perduto di 1.000 euro previsto dal decreto Rilancio, in quanto nel provvedimento governativo non è stato considerato che il differimento del pagamento delle provvigioni ha reso impossibile documentare il calo di fatturato per il periodo previsto, nonostante proprio in quel periodo la stragrande maggioranza degli agenti di commercio e dei promotori finanziari registrava un crollo delle proprie attività”.

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