Prestiti: più della metà delle richieste proviene dal Nord

Più informazioni su

    (red.) Il Decreto Liquidità ha messo al servizio delle imprese italiane un sostegno importante in questa fase di grossa difficoltà. La cosa particolare, però, è che fino a questo momento a beneficiarne siano state quasi esclusivamente le regioni del Nord. Basti pensare che solo considerando Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna si raggiunge il 47,6% del totale delle domande (che a fine anno dovrebbero diventare in proiezione circa 2,5 milioni).
    Ma come è possibile questa
    discrepanza rispetto alle regioni del Centro-Sud? Niente di clamoroso, in realtà: i numeri risentono infatti del tessuto produttivo italiano, principalmente concentrato nel Settentrione, così come dell’impatto negativo del lavoro “in nero”, che riduce la possibilità di fare richiesta di prestiti alle banche.

     

    Decreto Liquidità: accolta 1 richiesta su 2. In tutto questo ci vanno messi poi anche i numerosi problemi riscontrati nell’effettiva efficacia pratica del Decreto Liquidità. Quello che doveva essere una sorta di “pronto intervento” per garantire la sopravvivenza delle imprese italiane, ha infatti dovuto fare i conti con la pesante burocrazia del Paese e con i rallentamenti delle banche. Proprio per cercare di ridurre questo prevedibile effetto collaterale e snellire la procedura è stata introdotta nell’ultimo aggiornamento la possibilità per le aziende di autocertificare l’accesso ai fondi (in sostituzione dell’istruttoria delle banche), eppure i problemi restano più che evidenti. Lo dimostrano i dati ufficiali, che evidenziano come soltanto il 52,8% delle imprese che hanno fatto richiesta di prestiti fino a 25mila euro abbia fino a questo momento effettivamente ricevuto mutui e finanziamenti, rispondendo ai requisiti richiesti, mentre per quelli fino a 800mila euro la percentuale si riduce addirittura al 25%.

     

    Alcuni consigli utili. Oltre ai requisiti precedentemente nominati, quali sono gli accorgimenti che possono aumentare le probabilità di accettazione della domanda di prestito e facilitare la procedura necessaria? Eccone alcuni.

    valutare la possibilità di fare richiesta di prestito online, su siti di istituti di credito digitali affidabili e con tempi più celeri nella risposta, sia in caso di esito positivo che negativo;

    evitare di fare richiesta contemporaneamente a più istituti di credito, dal momento che (anche se diversi tra loro) sono tutti collegati a un’unica banca dati;
    ricordarsi sempre e comunque di farsi mandare la liberatoria dalla banca. Il motivo è semplice: se la pratica rifiutata rimane aperta per errore sulla richiesta, diventerà tecnicamente impossibile fare un nuovo tentativo con un altro istituto di credito. Quindi va richiesta espressamente alla banca, in modo tale da poterci riprovare. A questo proposito è bene precisare che, poiché la pratica resta in archivio, è meglio evitare di procedere subito e far trascorrere almeno un mese di tempo tra una richiesta e l’altra.

    Più informazioni su

    Commenti

    L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.