Ripartenza, “giusto sostenere le imprese, ma chi sostiene i commercialisti?”

(red.) Riceviamo e pubblichiamo una lettera di un commercialista bresciano, che ha voluto condividere con la nostra testata tutte le difficoltà sopportate nel lockdown causato dal coronavirus. Una categoria molto spesso non amata dal mondo dell’impresa, senza la quale, però, in questa situazione globale, sarebbe molto difficile proseguire. Da leggere.

 

I commercialisti sono chiamati a sostenere una classe imprenditoriale e produttiva messa in difficoltà. A loro il difficile compito di supportare la propria clientela in un momento particolarmente delicato. Sono loro infatti i curatori del bene imprenditoriale e oggi l’attività produttiva non può prescindere dalla corretta ed equilibrata gestione fiscale e dell’amministrazione, della finanza e del controllo.
In un tessuto imprenditoriale composto prevalentemente da società e imprese piccole e piccolissime, il commercialista è una figura di riferimento. La pandemia ha paradossalmente dimostrato ancor di più quanto i commercialisti siano “essenziali”; sono stati cosi definiti anche in un decreto…
Purtroppo, però, Il lockdown ha stravolto anche il mondo dei professionisti che hanno lavorato più di prima pur, vista la situazione, non ricevendo pagamenti. Eppure questa categoria è stata ulteriormente penalizzata in quanto, prima esclusi dal bonus professionisti e poi inclusi, sono stati gli unici sottoposti a una distinzione per reddito. Il bonus da 600 euro concesso a i lavoratori che abbiano percepito, nell’anno di imposta 2018, un reddito complessivo non superiore a 35 mila euro. Il compenso previsto anche per coloro che abbiano percepito un reddito complessivo compreso tra 35 mila e 50 mila euro a patto che possano dimostrare una perdita di reddito nel 2020 di almeno il 33% a causa del coronavirus. Insomma essere commercialista ai tempi del coronavirus è ancora più difficile pur restando tale categoria di professionisti essenziale per le imprese e quindi per tutto il paese.

In questi tempi di incertezza e preoccupazione, di uffici chiusi, di riunioni rinviate, di urgenze da risolvere, mantenere un dialogo fluido con i clienti dello Studio può risultare più complesso del solito. Eppure, mai come adesso, le aziende hanno la necessità di essere supportate e guidate dai loro professionisti di fiducia, affinché le aiutino a navigare nel mare caotico di normative incerte e di annunci.

Noi siamo il business partner del cliente e non il costo necessario. Non più colui che registra le fatture, ma colui che con le sue azioni sta vicino al cliente facendogli da partner a supporto in questa delicata fase.
Il commercialista è colui il quale con la tecnologia fornisce gli strumenti “per andare oltre”, e superare i momenti di crisi; un pool organizzato che insieme studia le norme e fornisce una consulenza globale a 360 gradi che copre ogni campo: la velocità con la quale riesce a fornire al cliente le risposte di cui ha bisogno in questo marasma di burocrazia anticipandone le richieste. 

Marco Scardeoni, Scardeoni e associati, Brescia, senior member di soluzioni tasse

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