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Ubi “allunga” le mani su Monte dei Paschi?

I rumors si fanno sempre più insistenti: nel 2015 l'istituto potrebbe essere pronto al salvataggio di Mps, acquisendo le filiali di Antonveneta.

Ubi banca edited(red.) I rumors si fanno sempre più insistenti in ambito finanziario: nel 2015 Ubi Banca potrebbe essere pronta al salvataggio del Monte dei Paschi di Siena.
E sebbene non ci sia nessun dossier aperto e l’amministratore delegato del gruppo bancario, Victor Massiah, abbia glissato sulle richieste di delucidiazioni sull’eventuale manovra, le ipotesi di una partnership fra i due istituti di credito non sembra così remota.
Il titolo dell’antico istituto di credito toscano, fondato nel XV secolo, ha sofferto, nell’ultima settimana, di un calo del 17%, con un valore delle azioni che continua a segnare nuovi minimi storici a 0,47 (rilevazione delle 13.21) con una variazione del prezzo di -0.03 e una variazione percentuale del -6.02%.
E anche sesono state smentite le voci di un possibile entrata in gioco di fondi d’investimento cinesi nella proprietà di MPS, l’imminente aumento di capitale porterà senza dubbio cambiamenti consistenti nell’azionariato di MPS.
L’elenco dei nuovi soci, sia italiani che stranieri, è lungo: si va da Intesa Sanpaolo a Unicredit, da Banca Popolare a Ubi Banca, per arrivare a compratori stranieri quali Santander o i francesi di Bnp Paribas. Tra le ipotesi più estreme c’è anche quella in base alla quale, nel 2015, un altro grande gruppo bancario, che dovrà necessariamente entrare in scena per la ricapitalizzazione, rilevi per intero MPS divendone un vero e proprio compratore. E questo compratore sarebbe proprio Ubi che, tuttavia, non vorrebbe rilevare in toto il gruppo, ma solamente ciò che le interessa, ovvero gli sportelli di Antonveneta in Trentino-Alto Adige,in Friuli-Venezia Giulia e nel Veneto, “allungandosi” così anche nel Nord Est.

 

 

 

 

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