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La Cdc e la moltiplicazione delle poltrone

In Camera di Commercio bresciana non applicato il decreto sull’incompatibilità degli incarichi nelle pubbliche amministrazioni.

(red.) Il decreto legislativo sull’incompatibilità degli incarichi nelle pubbliche amministrazioni? Bellamente ignorato dalle Camere di commercio che, incuranti delle norme anticorruzione, piazzano su più poltrone le stesse persone.
A Brescia, ad esempio,  la Camera di commercio e Pro Brixia hanno lo stesso presidente, Francesco Bettoni, già titolare di diversi incarichi contemporaneamente.
Come riporta Il Fatto quotidiano on line, i membri del cda di Pro Brixia sono anche consiglieri della Camera di commercio. Direttore è Massimo Ziletti, segretario generale anche della Cdc bresciana.
Il decreto, entrato in vigore un anno fa, vuole evitare che controllore e controllato coincidano, così da evitare conflitti di interesse.
Brescia, però, non è un’ecczione, ma, si potrebbe dire, una “regola”, così come avviene in molti altri enti italiani.
E c’è poi Unioncamere, l’ente che rappresenta il sistema camerale italiano, che ritiene che le norme sull’incompatibilità degli incarichi non riguardino le aziende speciali delle Camere di commercio.
«A Brescia-scrive Il fatto quotidiano- l’anticorruzione non è di casa – Il decreto legislativo 39 del 2013, approvato dalgoverno Monti su delega del Parlamento poco prima di lasciare il passo all’esecutivo Letta, stabilisce che “gli incarichi amministrativi di vertice e gli incarichi dirigenziali” nelle pubbliche amministrazioni “sono incompatibili con l’assunzione e il mantenimento, nel corso dell’incarico, di incarichi e cariche in enti di diritto privato regolati o finanziati dall’amministrazione o ente pubblico che conferisce l’incarico”».
Francesco Bettoni è sia presidente della Camera di commercio che di Pro Brixia, mentre Alessio Merigo, Eugenio Massetti, Carlo Massoletti e Luca Roda, sono consiglieri in entrambi gli organismi. Massimo Ziletti, poi, è sia segretario generale della Camera che direttore dell’azienda speciale.
Si tratterebbe, dunque, in base al decreto, di casi di incompatibilità. E inoltre, viene sottolineato, dall’entrata in vigore della legge, a Brescia non hanno modificato lo statuto di Pro Brixia, che ancora stabilisce: «Il presidente dell’azienda è, di norma, il presidente pro-tempore della Camera di commercio o un membro della giunta della stessa camera da lui delegato» e «il direttore dell’azienda, nominato dal consiglio di amministrazione è, di norma, il segretario generale della Camera di commercio di Brescia».
A chis petta la vigilanza sulle nuove regole? Spetta al responsabile del piano anticorruzione interno all’ente pubblico, che ha l’obbligo di chiedere la rimozione della causa di incompatibilità . Il potere sanzionatorio invece spetta all’Autorità nazionale anticorruzione.
Ma a Brescia controllori e controllati sono le stesse persone.
Il quotidiano sottolinea poi che a «non essere rispettato è anche il decreto legislativo 33 del 2013 sulla trasparenza delle informazioni degli enti pubblici, che impone la pubblicazione dei dati relativi agli altri incarichi ricoperti dai vertici di una pubblica amministrazione». Questo perchè, sul sito della Camera di commercio, tra gli incarichi di Bettoni non viene indicato quello in Pro Brixia. E lo stesso accade per Ziletti il quale, viene rimarcato «è già finito nella black list stilata da Palazzo Chigi sui dirigenti pubblici che non rispettano quanto stabilito dalle norme sulla trasparenza». Ziletti, contattato da ilfattoquotidiano.it, risponde che «solo a seguito di una circolare ministeriale del mese scorso è stato esteso alle aziende speciali camerali l’obbligo di pubblicazione dei dati, cui daremo seguito, come fatto in altre occasioni». Mentre sul regime di incompatibilità sostiene che «questo è stato escluso per le Camere di commercio, da un’attenta lettura data alle norme da Unioncamere».
Non solo la irregolarità riguarderebbe i verticid elle società, ma anche chi siede a livelli più bassi: infatti, el 2013, nove dipendenti hanno ottenuto incarichi in Pro Brixia, per compensi da un minimo di 350 euro sino a 9.884,38. Questo sebbene il decreto legislativo 165 del 2001 sull’ordinamento del lavoro nelle pubbliche amministrazioni vieti il cumulo di incarichi anche in soggetti controllati dall’amministrazione di cui si è dipendenti.

 

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