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Ansaldo Energia, offerta bresciana entro il 23

I titoli del gruppo guadagnano il 4,37%, a 4,774 euro. Le quotazioni beneficerebbero delle indiscrezioni su un'accelerazione della procedura di vendita.

(red.) Finmeccanica in evidenza a Piazza Affari, dove i titoli del gruppo guadagnano il 4,37%, a 4,774 euro. Sono passati di mano 5 milioni di pezzi a fronte dei 5,7 milioni di media in un’intera seduta dell’ultimo mese. Le quotazioni, spiegano dalle sale operative, beneficiano delle indiscrezioni su un’accelerazione della procedura di vendita di Ansaldo Energia, che sembrava rinviata a dopo le elezioni.
Secondo quanto riportato dal Messaggero, gli advisor Imi e Deutsche Bank avrebbero inviato una lettera alla cordata italiana guidata da Fsi, interessata all’acquisto della società, fissando una deadline ravvicinata. A dicembre la cordata italiana (targata Brescia, con Fondo strategico italiano, Banca Carige, Fondazione Carige, Davide Usberti e Acciaierie Venete, Gruppo Energia Brescia, gruppi Streparava, Niboli, Atb, OMR-Rezzatesi e Gabeca) veva presentato un’offerta per una quota di minoranza.
Banca Akros, nella sua nota quotidiana, scrive che la notizia è positiva in quanto mostra la determinazione di Finmeccanica a portare avanti la cessione in un momento di limitate interferenze politiche.
Più cauta Mediobanca, che giudica inverosimile che il Fondo strategico italiano, che guida la cordata, possa prendere una posizione sul 100% di Ansaldo Energia in un così breve periodo e con le elezioni in vista.
Bofa Merrill Lynch ha migliorato il prezzo obiettivo sul titolo a 4 euro dai precdenti 3 euro, mantenendo ‘underperform’ come rating. L’istituto, pur restando cauto sul titolo, ritiene che le vendite di asset e il restringimento dello spread sui rendimenti dei titoli di stato italiani possano spingere al rialzo il titolo. Anche BofA non si attende altre cessioni prima delle prosisme elezioni.
Le offerte vincolanti, scrive il quotidiano, devono pervenire entro il 23 gennaio e riferirsi al 100% della società, quindi anche alla quota del 45% in mano agli americani di First Reserve.

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