Imu, in città costa il 71% in più che in provincia

Secondo la Cgia di Mestre, nei comuni capoluogo la seconda rata costerà in media il 62% in più rispetto alla media della prima. A Brescia la spesa annua è 250 euro.

(red.) Sono 877.000 i proprietari di prima casa chiamati a versare la seconda rata dell’Imu (imposta municipale unica) entro il prossimo 17 settembre.
Su circa 16 milioni di contribuenti, ricorda la Cgia di Mestre in uno studio dettagliato, che, quasi due mesi fa, hanno versato l’imposta municipale sull’abitazione principale, solo una piccola parte (pari al 5,5% del totale) ha deciso di dilazionare in tre tranches il versamento dell’imposta: prima rata a giugno, ulteriore acconto a settembre, saldo a dicembre.
Per i proprietari delle abitazioni ubicate nei Comuni capoluogo di provincia che hanno deciso questa opzione, l’importo medio da versare all’Erario entro il prossimo 17 settembre sarà pari a 131 euro.
A Brescia tale cifra media si attesta su 250 euro annui, 83 invece la rata per chi ha optato per la dilazione.
Le città capoluogo più care? Bologna (293 euro), Milano (269 euro), Genova (227 euro), Torino (224 euro), Roma (199 euro) e Bari (196 euro).
Sempre la Cgia di Mestre ricorda che per il 2012 il contribuente che ha deciso il pagamento dell’Imu dell’abitazione principale in tre rate, anche l’acconto di settembre, così come la prima rata, è pari ad 1/3 dell’importo totale che si ottiene applicando l’aliquota ordinaria del 4‰ con la detrazione di 200 euro (elevabile di 50 euro per ogni figlio di età inferiore a 26 anni convivente con il contribuente). A dicembre, entro il giorno 16, il contribuente dovrà versare il saldo sulla base delle aliquote definitive come deliberate (entro il 30 settembre) dal comune. In altre parole, sarà necessario ricalcolare il debito Imu annuo sulla base delle aliquota decise dall’ente locale, sottrarre gli acconti pagati a giugno e a settembre (per i contribuenti che hanno scelto di suddividere i versamenti in tre rate) e versare a saldo la differenza.
Ma l’analisi della Cgia Mestre ha messo in luce anche un altro aspetto molto interessante: nei Comuni capoluogo la seconda rata dell’Imu costerà mediamente il 62% in più rispetto alla media versata dai proprietari di prima casa ubicata nei comuni della stessa provincia.
Per quanto riguarda la provincia bresciana: i residenti nei comuni pagheranno mediamente 73 euro l’anno di Imu (complessiva), la seconda rata è calcolata invece attorno ai 23 euro, con una differenza rispetto alla città pari a +71%.
I differenziali di imposta più elevati si segnalano a Venezia e a Cagliari (entrambi con il +82%), Torino (+75%), subito dopo a Napoli (+ 69%), a Roma (+66%) e a Milano (+62%). Sul totale dei Comuni capoluogo di provincia solo a Macerata (-7%), Lucca (-19%), Latina (-44%) e a Belluno (-52%) la situazione si capovolge: in “periferia” si paga mediamente di più che al centro.
Una differenza, spiega la Cgia, “dovute al fatto che nelle grandi aree urbane le rendite catastali degli immobili sono mediamente più elevate che nei piccoli centri”.

 

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