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Tassara, bilancio di sangue: meno 411 mln

La holding del "bresciano" Roman Zaleski ha risentito del riassetto di Edison. Il 2011 si chiude con un debito che ammonta a 2,9 miliardi di euro.

(red.) Bilancio ‘di sangue’ per la Carlo Tassara. La holding del “bresciano” Romain Zaleski ha chiuso il consolidato 2011 con una perdita di 411 milioni, dopo quella di 126 milioni dello scorso anno, prevalentemente a causa della svalutazione di Edison costata una minusvalenza di 315 milioni.
Il patrimonio netto consolidato è negativo per 428,3 milioni di euro: al 31 dicembre 2011 le attività ammontavano a 2,73 miliardi, a fronte di debiti pari a 3,17 miliardi (2,93 miliardi verso le banche a cui si aggiungono 80 milioni di interessi non pagati maturati nel 2011).
Il piano di rientro del debito, previsto dall’accordo di standstill con le banche (già prorogato due volte) procede a fatica, complice la crisi sui mercati finanziari che impedisce di vendere le quote nelle banche italiane senza perdite per centinaia di milioni. A fine 2011 la minusvalenza implicita nel portafoglio immobilizzato era pari a circa 750 milioni, per mezzo miliardo riferibile solo alla quota in Intesa Sanpaolo.
La speranza di poter rimborsare i creditori arriva da Alior Bank: l’istituto polacco ha chiuso il 2011 con il suo primo utile (37 milioni) e un patrimonio netto di 250 milioni di euro.
”Secondo le prime valutazioni espresse dalle banche d’affari in vista di un processo di cessione della banca a terzi o di una possibile Ipo, il valore della stessa si colloca in una forchetta compresa tra 3,5 e cinque volte il suo patrimonio netto”, si legge nella relazione sulla gestione. Un valore compreso tra 23 e 37 volte gli utili 2011.
Creditori di Zaleski sono Intesa Sanpaolo (1,4 miliardi), Unicredit (912 milioni), Mps (216 milioni), Ubi (161 milioni), Bpm (137 milioni), il Banco Popolare (33 milioni) e Banca Carige (76 milioni). Gli accordi con le banche, che in alcuni casi hanno finanziato l’acquisto delle loro stesse azioni, prevedono la liquidazione ‘in bonis’ della finanziaria: se a fine 2013, data entro cui deve compiersi la vendita degli asset, i soldi non bastassero per rimborsare i debiti, a ‘perdere’ saranno i creditori e non il raider.
Le tappe fissate dalla moratoria sul debito per ora non sono state rispettate: lo standstill prevedeva infatti un debito inferiore ai 2,75 miliardi a fine 2011 e a 1,9 miliardi al 30 giugno di quest’anno. Sono dunque scattate le penalità previste dalle banche, con un aggravio dei tassi di 40 punti base per entrambe le scadenze. La prossima scadenza prevede che a fine 2012 il debito scenda sotto gli 1,25 miliardi di euro: in caso contrario a vendere gli asset ci penseranno due banche d’affari a cui il cda dovrà dare mandato. A ridurre il debito quest’anno contribuiranno i 462 milioni incassati dall’adesione all’opa Edison.
Nel 2011 la Tassara ha incassato dividendi in calo, pari a 65 milioni (114 milioni nel 2010), ha ceduto azioni Intesa per 6,9 milioni con una plusvalenza di 1 milione, ha perso 1,1 milioni per la scadenza di opzioni put sull’euro Stoxx 50 e ha ceduto i diritti di opzione degli aumenti di capitale di Intesa, Ubi, Mps e Bpm, che non ha avuto la possibilità di seguire, incassando 40 milioni e una minusvalenza di 18 milioni. Il debito verso le banche è sceso di 112 milioni di euro in conto capitale, a quota 2,93 miliardi, anche se gli interessi maturati lo scorso anno, pari a 80 milioni, non erano stati saldati alla chiusura del bilancio.
A livello civilistico la perdita della Tassara è  stata di 396 milioni di euro. Il patrimonio netto, sceso da 492,9 a 96,5 milioni, resta positivo ma la sua riduzione di oltre un terzo imporrà di convocare l’assemblea per ridurre il capitale. Il cda ha rinviato l’adozione dei provvedimenti entro i limiti temporali consentiti dalla legge.
Il portafoglio quotato della Tassara include l’1,73% di Intesa, l’1,42% di Ubi Banca, il 2,5% di A2A, l’1,73% di Cattolica, lo 0,25% della Bpm, l’1,14% di Mps, lo 0,68% di Generali, l’1,17% di Mediobanca, il 12,8% di Eramet, il 19% di Mittel.

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