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Edison, l’intesa ora passa ai consigli

Questo sabato si riuniscono A2A, Delmi, Edf ed Foro Buonaparte per approvare le modifiche all'accordo raggiunto nello scorso dicembre e per il prezzo dell'Opa.

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(red.) Il riassetto Edison arriva alla conclusione, chiudendo un percorso accidentato durato più di un anno e mezzo e segnato da continue proroghe dei patti di sindacato, rischi di rottura, e l’intervento di ben tre ministri (Giulio Tremonti, Paolo Romani e Corrado Passera) per cercare una soluzione rispettosa degli interessi nazionali in un settore strategico come quello dell’energia.
A partire dalla prima mattina di sabato, infatti, si riuniscono i consigli di A2A (la multitutility dei comuni di Brescia e Milano), Delmi, Edf ed Edison, l’ultimo in agenda a metà pomeriggio, per approvare le modifiche all’accordo raggiunto nello scorso dicembre e rivisto dopo che la Consob ha chiesto ai francesi di alzare il prezzo dell’opa sul gruppo elettrico da 0,84 a 0,89 euro ad azione.
Il via libera della Commissione al nuovo prezzo, arrivato nella serata di giovedì, ha spianato la strada all’intesa che porterà Edf ad acquistare il controllo esclusivo di Edison e Delmi, la holding dei soci italiani guidata da A2A e Iren, a rilevare Edipower, la ex genco dell’Enel che controlla un parco produttivo di 9 centrali per un totale di 7.600 megawatt di potenza.
I consigli delle società coinvolte rivedranno al rialzo i valori delle transazioni del riassetto concordati a dicembre, in linea con quanto previsto per il prezzo dell’opa. Delmi rilevarà il 50% di Edipower per 683,7 milioni di euro contro i 604,3 milioni pattuiti in precedenza. L’impatto sui conti della holding sarà neutro in quanto l’esborso aggiuntivo verrà assicurato dalla cessione a Edf della quota del 30,6% in Edison a 0,89 euro, contro gli 0,84 concordati alla fine del 2011 (con un incasso che salirà da 704,3 a 783,7 milioni). Gli extracosti dell’opa, pari a poco più di 50 milioni, verranno suddivisi tra Edf e Delmi.
In Borsa Edison si è avvicinata al prezzo dell’opa (+0,86% a 0,879 euro), Iren è salita del 2,32% a 0,49% mentre A2A, che diventerà il primo azionista di Edipower con il 56% del capitale, ha chiuso senza variazioni di rilievo (-0,16% a 0,43 euro), dopo un periodo “nero” a Piazza Affari.
Intanto venerdì si è chiuso il termine per il deposito delle liste per il consiglio di sorveglianza di A2A, in scadenza con l’assemblea del prossimo 29 maggio: oltre a quella del Comune di Milano e di Brescia, titolari del 55% del capitale, hanno depositato una propria lista per i tre posti riservati alle minoranze la Carlo Tassara, che vede Mario Cocchi capolista, e i Comuni di Varese e Bergamo, assistiti dall’advisor Profilo Merchant, controllata di Banca Profilo di Matteo Arpe, che ha ‘prestato’ due suoi dirigenti per la lista degli enti locali.
Non sembra invece che abbiamo depositato una propria lista i fondi d’investimento.

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