Edison, Tassara dichiara guerra al riassetto

La holding di Romain Zaleski, titolare del 10% del capitale, ha votato contro il bilancio contestando il prezzo di cessione del 50% di Edipower.

(red.) La Tassara dichiara guerra al riassetto di Edison. Nel corso dell’assemblea del gruppo elettrico, la holding di Romain Zaleski, titolare del 10% del capitale, ha votato contro il bilancio contestando il prezzo di cessione del 50% di Edipower e preannunciando l’avvio di una battaglia legale.
Per comprendere le ragioni dell’attacco occorre ricordare i termini della riorganizzazione concordata tra Delmi e Edf. I soci di controllo del gruppo elettrico hanno infatti deciso la vendita a Delmi da parte di Edison del 50% di Edipower al prezzo di 605 milioni in cambio di quella, da parte di Delmi a Edf, del 30,6% di Edison a 0,84 euro ad azione (il prezzo che i francesi si sono sempre dichiarati disposti a pagare per l’opa che dovranno lanciare). La Consob, destinataria di un esposto della Tassara, ha però accertato che le cessioni contenevano uno sconto ‘occulto’ ai fini di contenere il prezzo dell’opa, di cui è stato chiesto un ritocco a 0,89 euro.
La Tassara ha portato oggi lo scontro in assemblea (dove il bilancio è stato comunque approvato). Il prezzo di vendita di Edipower ”è significativamente inferiore al suo reale valore”, ha detto la sua rappresentante ricordando che Edison valutava la quota 1,13 miliardi, quasi il doppio di quanto incassato. Una ”rilevante differenza” che indica ”che le parti degli accordi hanno adottato un valore inferiore a quello di una transazione di mercato” a danno delle minoranze. La Tassara, che ha preannunciato la difesa dei ”suoi interessi in tutte le sedi opportune”, ha ricordato l’impatto sui conti (572 milioni di svalutazioni) e ha criticato il ruolo ”scarsamente significativo” degli organi di Edison in una vendita ”definita a monte da Edf e Delmi”.
Il presidente di Edison, Renato Ravanelli, ha ribadito ”la correttezza formale e sostanziale” della vendita. ”L’unica alternativa è un aumento di capitale che, nell’attuale situazione di mercato, non sarebbe stato nell’interesse della società nè di nessuno dei soci”, ha spiegato Gian Maria Gros-Pietro, uno dei consiglieri indipendenti chiamati ad evitare abusi da parte dei soci di controllo. Gros-Pietro ha ricordato la ”perdita di valore” di Edipower nel 2011 a causa della caduta dei margini e il deconsolidamento di 550 milioni di debiti che ha permesso di aggiustare una situazione finanziaria che ”stava diventando critica”.
Mentre la Tassara prepara le carte bollate, i soci ”lavorano duramente” per chiudere il riassetto entro il 30 giugno, ha detto l’amministratore delegato, Bruno Lescoeur. A suggerire cautela, più dei 60 milioni di costi-extra legati alla decisione della Consob a carico di Edf e Delmi, ci sono le insidie legali e i profili di responsabilità del cda.
In attesa dei conti del primo trimestre venerdiì prossimo, Lescoeur, riconfermato A.d. dal cda eletto dall’assemblea, ha ammesso che il 2012 sarà ”un anno difficile” anche se non mancheranno ”buone opportunità di crescita”. Delle strategie future si parlerà più dettagliatamente nel piano industriale, atteso nel secondo semestre. In quella occasione si alzerà anche il velo su un eventuale aumento di capitale di cui da tempo si vocifera: il cda sta analizzando ”alcune opzioni per migliorare la posizione finanziaria così da accelerare la crescita” si è limitato a dire Lescoeur.

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