Tasse locali, a Brescia pesano per 1.550 euro

E’ questo il carico fiscale locale per ciascun contribuente bresciano. La somma (stimata sull’anno 2011) è l'insieme dei tributi comunali, provinciali e regionali.

Più informazioni su

(red.) 1.550 euro. E’ questo il carico fiscale locale che pesa su ciascun contribuente bresciano. La somma  (stimata sull’anno 2011 secondo l’elaborazione Ufficio studi Cgia di Mestre da fonti varie) è il computo fra la pressione tributaria comunale, provinciale e quella regionale in rapporto alla popolazione residente. Guardando alle singole voci, le imposte che gravano di più per i bresciani sono quelle regionali (1.085 euro), seguite da quelle del Comune (385 euro) e, infine, da quelle dell’ente Provincia (79 euro).
In generale risulta infatti che i cittadini più tartassati siano proprio i lombardi, che nei primi 10 posti della classifica generale ne occupano ben otto.
Al top della graduatoria riferita al 2011 troviamo Varese, con una pressione tributaria locale pro capite pari a 1.714 euro; segue Lecco, con 1.681 euro. Brescia è al 13esimo posto, dopo Lodi (1.561 euro) e prima di Cremona (1.549).
Il gradino più basso del podio è occupato da ben tre Comuni capoluogo con la stessa pressione tributaria locale pari 1.665 euro. Si tratta  di Bergamo, Monza e Bologna. Appena fuori dal podio si piazza Sondrio, con 1.650 euro e di seguito, con lo stesso importo pari a 1.630, Rieti e Pavia. Chiudono la graduatoria nazionale tre Comuni capoluogo del Sud: Caltanisetta, con 789 € pro capite, Agrigento, con 767 € e Lanusei, con 671 euro.
“Il nostro sistema fiscale è basato sul principio della progressività”, ha ricordato il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe  Bortolussi,  “da ciò si evince che  nelle realtà dove si versano più tasse i livelli di reddito sono mediamente più elevati e, quasi sempre, la qualità e la quantità dei servizi offerti sono migliori. Insomma, nei territori più ricchi si paga in misura maggiore, ma si riceve anche di più. Voglio altresì ricordare che la pressione tributaria locale della  Lombardia è mediamente più elevata che nel resto del Paese perché è molto forte il carico fiscale riconducibile all’Irap. Una imposta, voglio ricordarlo, che, applicata dalle Regioni, viene pagata dalle imprese e non dai cittadini”.
Dalla Cgia fanno notare che l’elaborazione fornisce una stima del livello della pressione tributaria locale nelle città capoluogo di provincia sulla base delle ultime informazioni disponibili. Si tratta di una fotografia riferita al 2011, vale a dire immediatamente precedente alla “raffica” di aumenti che si è scatenata nel corso dell’anno con le due manovre d’estate approvate dal Governo Berlusconi (Dl 98/2011 e Dl 138/2011) e con il decreto “salva Italia” (Dl 201/2011). Ricordiamo, tra gli altri, l’introduzione dell’Imu (estesa anche alle prime case e con l’aumento dei moltiplicatori da applicare alla rendita catastale) e l’aumento dello 0,33% dell’aliquota base dell’addizionale regionale Irpef.
4 per mille per la prima casa e 7.6 sulle seconde e gli altri fabbricati) e della detrazione di 200 euro, sempre relativa all’abitazione principale (più 50 euro per ogni figlio a carico, al massimo 600 euro).
L’Imu, con la quale il comune di Brescia ha supposto di incamerare 15 milioni di euro, circa il 60% in più rispetto a quanto incassato nel 2007, si pagherà in due momenti: il 50% dell’imposta sarà versato in acconto entro il 16 giugno, la parte restante si salderà a dicembre, con il conguaglio degli eventuali rialzi dei singoli Comuni.
Queste due misure comporteranno un maggior gettito complessivo di 12,8 miliardi di euro (10,6 l’Imu; 2,2 l’addizionale regionale Irpef): tuttavia, Comuni e Regioni non vedranno neppure un euro di queste maggiori entrate perché finiranno completamente nelle casse dello Stato. Per avere più risorse Regioni ed enti locali dovranno mettere mano alle aliquote (a valere dal 2012 non vi è più il blocco alla facoltà di incremento delle aliquote locali).
“Pertanto”, ha aggiunto Bortolussi, “è certo che nel 2012 assisteremo ad una impennata impressionante della tassazione locale, con effetti per le casse delle Regioni e degli Enti locali molto  modeste”.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.