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Comuni e Provincia, 500 milioni “congelati”

Un tesoretto che è nelle casse degli enti locali, ma che non è utilizzabile per i vincoli imposti dal Patto di Stabilità e da quelli della Tesoreria Unica dello Stato.

(red.) Trecentocinquanta milioni “imprigionati” e non utilizzabili dalle amministrazioni locali. Secondo le stime di Acb Servizi(Associazione comuni bresciani).
Cosa impedisce l’utilizzo di questo “tesoretto”? Il vincolo del Patto di Stabilità e quello, successivo, della Tesoreria unica contro la quale si sono sollevati soprattutto gli strali della Lega Nord.
Se quel denaro che c’è, esiste ed è di fatto “a disposizione “degli enti, potesse essere effettivamente utilizzato, si potrebbero, ad esempio, pagare i fornitori, dando nuovo impulso all’economia.
Ora che anche il comune capoluogo del Bresciano è costretto a rivedere i conti a seguito delle minori entrate dallo Stato, dai diminuiti dividendi di A2A e da una serie di spese contratte per onorare i lavori del metrobus,  arrivare al pareggio di bilancio significa dover ridurre da una parte  le uscite, oppure aumentare le tasse, o tagliare gli investimenti. Un circolo vizioso su cui pende però la cattività in cui sono tenuti i “risparmi” che gli enti hanno accumulato in precedenza, un patrimonio che giace nelle tesorerie, indice di liquidità secca che non rappresenta però un’entrata di qualche rilievo ai fini del patto.
L’avanzo di amministrazione, secondo gli economisti, potrebbe essere utilizzato per la riduzione del debito residuo, abbattendo sia le spese per interessi passivi sia le quote di rimborso capitale così da liberare risorse in spesa corrente, quella che risente maggiormente in tempo di crisi.
Altra ipotesi per nuovi introiti è rappresentata dalle alienazioni, tappa che sembra quasi obbligatoria per la Loggia e sui cui si sta avviando la discussione.
Anche la Provincia di Brescia “gode” di un credito, depositato nelle casse della Tesoreria unica pari a 150milioni di euro che però restano anche questi “frozen”, congelati, e quindi non utilizzabili.
E, paradossalmente il Broletto ha anche un debito di 450mln, situazione aggravata dai minori trasferimenti Stato-enti locali che, per quest’anno sono ridotti a 7 milioni di euro, contro i 50 del 2010.
Una pesante scure che, di fatto, comporterà la dilazione dei pagamenti ai fornitori creando quel circolo vizioso già ben noto.
L’avanzo di amministrazione è stato utilizzato, anche in precedenza, dall’ente provinciale per saldare i debiti per le forniture, e l’obiettivo dichiarato è quello di onorare l’impegno anche nel 2012.
Palazzo Broletto si è messo a rigida dieta, riducendo la spesa corrente e trasferendo i fondi non utilizzati in conto capitale.

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