Edison, i comuni spingono per l’intesa

Braccio di ferro estenuante tra Iren e la multiutility di Brescia e Milano che potrebbero trovare un accordo sabato sulla governance della società di generazione elettrica.

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(red.) Il lieto fine non è ancora scritto ma i segnali per una conclusione positiva, anche per la ‘moral suasion’ dei Comuni azionisti, non mancano.
Dopo un estenuante braccio di ferro, culminato nella bocciatura due giorni fa della proposta di A2A sul nuovo assetto di Edipower, Iren e la multiutility di Brescia e Milano potrebbero trovare un accordo sabato sulla governance della società di generazione elettrica che erediteranno dal riassetto di Edison e di cui saranno rispettivamente, secondo e primo azionista con il 21% e il 56% del capitale.
Iren ha convocato per questo sabato mattina il suo cda per esaminare la nuova proposta approvata giovedì dal consiglio di sorveglianza di A2A. Una proposta secondo la multiutility di Torino, Genova e dei comuni emiliani meritevole di essere esaminata.
L’esito del cda non è scontato, dopo che l’amministratore delegato, Roberto Garbati, aveva definito il nuovo termsheet (accordo quadro) su Edipower ”un passo avanti” ma con ”delle cose da rivedere” che lo rendevano nel complesso ancora insoddisfacente.
E’ però possibile che Iren, magari con una decisione sofferta, getti il cuore oltre l’ostacolo e decida di non abbandonare il progetto Edipower, nato con la benedizione del ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera che si è impegnato a difendere l’italianità della società, quando le trattative tra italiani e francesi di Edf sul riassetto di Edison sembravano finite in un vicolo cieco.
Anche perchè per la permanenza di Iren tifano due dei Comuni azionisti delle società, quello di Milano (A2A) e quello di Torino (Iren), sostenitori della creazione di una grande multiutility del nord che potrebbe trovare proprio in Edipower il suo perno.
”Sono fiducioso che si possa arrivare ad una conclusione positiva” ha detto il sindaco di Torino, Piero Fassino, in quanto l’operazione rappresenta ”un progetto industriale per l’intero Paese” e ”perchè può costituire un tassello nella costruzione di una grande società nel settore delle multiutility in sede nazionale ed europea”.
”Sono fiducioso che si possa ricomporre la frattura tra Iren e A2A, perchè non avrebbe senso che Iren resti fuori”, ha confermato l’assessore al bilancio del comune di Milano, Bruno Tabacci.
Sabato, nel pomeriggio, è in programma l’assemblea di Delmi, la holding dei soci italiani di Edison, che deve dare il via libera agli accordi con Edf che prevedono l’acquisto da parte della stessa Delmi del 70% di Edipower in cambio della vendita ai francesi del 30,6% di Edison. Se in quella sede Iren voterà contro, perchè non soddisfatta dalla nuova governance di Edipower e dai contratti di tolling (cioè di affitto delle centrali) di cui A2A e Iren dovranno farsi carico, la multiutility lombarda ha fatto sapere che andrà avanti lo stesso, rilevando (come i patti le consentono di fare) la quota del partner per 105 milioni di euro.
Il consiglio di gestione di A2A ha deciso di ”andare avanti nell’operazione” votando il riassetto nell’assemblea di Delmi, ha detto il direttore generale, Renato Ravanelli. ”Speriamo che Iren sia della partita” ma in caso contrario ”l’operazione si chiude comunque”.(

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