Edison, Cda Iren boccia accordo su Edipower

La multiutility di Genova e Torino minaccia di fermare il riassetto se non venissero accolte le sue richieste. E in Consob sbarca il quesito di Edf sul prezzo dell'opa.

(red.) Il cda di Iren, riunitosi nella serata di mercoledì, ha dato mandato ai suoi rappresentanti di esprimere ”voto contrario” nelle riunioni degli organi sociali e parasociali di Delmi, la holding dei soci italiani di Edison, in programma domani (giovedì, ndr.) ”a meno che non venga stabilito un rinvio delle suddette riunioni, in modo da consentire una ulteriore revisione dei documenti oggetto di trattativa nel senso espresso da Iren”.
La multiutility di Genova e Torino minaccia dunque di fermare il riassetto di Edison ed Edipower nel caso in cui non vengano accolte le sue richieste: giovedì l’assemblea di Delmi avrebbe dovuto infatti dare il via libera alla cessioni delle quote Edison ai francesi di Edf in cambio dell’acquisto di Edipower.
Arriva poi in Consob il quesito di Edf sul prezzo dell’opa Edison. Nel tardo pomeriggio il gruppo francese, assistito da Clifford Chance, ha inviato via mail la richiesta (che sara’ formalmente depositata domani) di un parere sul tema.
Edf chiede che l’opa sulle minoranze di Edison venga lanciata al prezzo di 0,84 euro per azione, lo stesso prezzo che Edf paghera’ a Delmi, la holding dei soci italiani di Foro Buonaparte, per rilevare la quota del 30,6% nel gruppo elettrico. Secondo i francesi non esistono spazi per deroghe al testo unico della finanza che prevede che l’opa vada lanciata ”a un prezzo non inferiore” a quello degli acquisti compiuti nei dodici mesi precedenti all’offerta.
In caso di ‘disco verde’ da parte della Consob il prezzo massimo per rilevare il 20% di Edison sul mercato ammonterà a 870 milioni. Un prezzo non entusiasmante, che potrebbe spingere molti piccoli soci e la Carlo Tassara, che sul riassetto si è astenuta nel cda di Edison, a disertare l’offerta.
Alla Commissione toccherà valutare se l’accordo su Edison non nasconda ‘uno scambio di favori’ tra Edf e Delmi, finalizzato a tenere basso il prezzo dell’opa, condizione su cui i francesi sono stati irremovibili. Il prezzo della cessione delle azioni Edison a Edf provocherà infatti una minusvalenza da un miliardo di euro a Delmi che però potrà rilevare da Edison il 50% di Edipower per 600 milioni, con uno sconto importante (circa il 40%) sul valore del patrimonio netto. Sulle valutazioni, apparentemente basse di azioni e asset, pesa pero’ la crisi che non risparmia il settore energetico.
I francesi bussano alla Consob forti del via libera del cda di Edison al riassetto. Il gruppo elettrico ha valutato corretta la valutazione di Edipower, supportato dal parere vincolante degli amministratori indipendenti che hanno esaminato la congriutà delle operazioni tra parti correlate (a rischio di conflitto di interesse) cioè la cessione di Edipower a Delmi e i contratti di fornitura di gas dell’ex genco dell’Enel.
La speranza di Delmi ed Edf, che ha subordinato la conclusione del riassetto di Edison all’assenza del pagamento di un premio alle minoranze, e’ che il responso possa arrivare entro il 15 febbraio, data entro la quale devono essere firmati i contratti definitivi con gli italiani.
Mercoledì intanto si è riunito il cda di Iren per esaminare l’intesa non vincolante con Edf e il termsheet (accordo quadro) su Edipower, di cui la multiutility sarà secondo socio con il 21% dopo A2A. Giovedì sono invece in agenda l’assemblea e il cda di Delmi, presieduto da Franco Baiguera, per il via libera definitivo di tutti i soci italiani al riassetto. In agenda anche un consiglio di sorveglianza di A2A con un ordine del giorno che include, oltre a un aggiornamento su Edison, anche il progetto di costruire un nuovo termovalorizzatore in Campania.

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