Edipower, più poteri a Iren nella governance

A2A deterrà il 21% delle azioni della società. La multiutility affronterà il 2012 con un handicap di 600-700 milioni di minusvalenze legate all'uscita da Edison.

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(red.) Iren spunta ad A2A concessioni sulla governance di Edipower ma tra le due multiutility restano ancora divisioni sui meccanismi di tolling, cioè di ritiro dell’energia elettrica, che regoleranno in futuro l’ex genco Enel.
E’ questo l’esito della maratona negoziale che ha visto contrapposti per nove ore il direttore generale di A2A (la multiutitlity dei comuni di Brescia e Milano), Renato Ravanelli, e lo stato maggiore di Iren, rappresentato dal direttore generale, Andrea Viero, e dall’amministratore delegato, Roberto Garbati.
A2A e Iren, che all’esito del riassetto di Edison deterranno rispettivamente il 56% e il 21% di Edipower, stanno conducendo una serrata trattativa per definire la governance della società, di cui sono azionisti con il 7% ciascuna anche le utility trentine Dolomiti Energia e Sel e, con una quota complessiva del 10%, alcuni soci finanziari (Mediobanca, Crt, Bpm).
Dopo un lungo braccio di ferro, A2A avrebbe ceduto alle richieste di Iren, accordando al partner il potere di incidere sulle decisioni strategiche (come fusioni, acquisizioni, cessioni di impianti), per le quali sarà necessario il suo consenso. Più complesso il tema delle commissioni di tolling, cioè del prezzo a cui i soci di Edipower ne affittano gli impianti per produrre energia: A2A, che consoliderà Edipower caricandosi di un miliardo di debiti, vuole delle ‘feè più alte per ‘ingrassare’ la società e facilitarne il finanziamento, mentre Iren è contraria a iniettare troppa liquidità.
Il tema del debito sta molto a cuore ad A2A che, a seguito del riassetto, vedrà lievitare la sua esposizione a 5 miliardi e affronterà il 2012 con un handicap di 600-700 milioni di minusvalenze legate all’uscita da Edison.
La trattativa ”non è ancora finita”, ha detto Viero mentre Garbati ha spiegato che ”entro martedì (giorno in cui si riunirà il cda di Edison per approvare il riassetto, ndr) dovremo arrivare a una soluzione”.
”Siamo vicini a chiudere, ci sono tutte le condizioni per farlo e abbiamo tutto il fine settimana per lavorare” ha detto Giuliano Zuccoli, presidente del consiglio di gestione di A2A. Zuccoli ha anche aperto alla possibilità di nuovi soci in Edipower, forse una velata minaccia ai cugini di Iren: ”abbiamo ricevuto manifestazioni di interesse da fondi internazionali specializzati. Tendenzialmente il fondo entrerebbe con un aumento di capitale, con il vincolo che A2a manterrà la maggioranza”.
Venerdì si sono poi riuniti gli amministratori indipendenti di Edison per esaminare i risultati dei loro advisor (Goldman Sachs e Rothschild) sulle operazioni con parti correlate previste dal riassetto di Edison. I consulenti hanno ritenuto congruo il prezzo di 600 milioni di euro (concordato tra i soci di Edison, Edf e Delmi) per la cessione del 50% di Edipower di Edison a Delmi.
Nel cda di martedì prossimo è dunque probabile che il parere vincolante degli indipendenti sia positivo e il riassetto passi l’esame del board per approdare poi sul tavolo dei consigli di A2A, Iren e dell’assemblea di Delmi. A quel punto l’unica incognita sul riassetto sara’ rappresentata dal via libera della Consob all’opa a 0,84 euro per azione che Edf dovrà lanciare sulle minoranze di Edison.

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