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Edison, Passera vede i soci italiani

Il ministro dello Sviluppo economico incontra i vertici di A2A. A seguire Cda di Foro Buonaparte per ridiscutere della capitalizzazione dell'azienda chiesta da Edf.

(red.) Si intravvede una svolta nel dossier Edison: mercoledì è previsto un incontro tra il ministro per lo Sviluppo Corrado Passera e i soci italiani della compagnia. Proprio quel giorno è fissato anche un Cda cruciale per la società di Foro Buonaparte, visto che sul piatto c’è anche la richiesta dei francesi di varare un aumento di capitale da 1 miliardo.
Solo domenica Passera aveva chiarito di non aver ancora ”preso posizione” nella vicenda e di esser stato fino ad ora solo ”informato”. ”Se ci sarà necessità o utilità di un mio intervento”, aveva detto, verrà valutato nei prossimi giorni o settimane”. Non è escluso che anche questo incontro abbia una natura solo informativa, ma c’è comunque una certa attesa su cosa potrebbe emergere dal ministro circa il piano energetico nazionale e, dall’altra parte del tavolo, sul ruolo che i soci italiani di Edison pensano di potervi svolgere.
La riunione è prevista presso la sede di A2A, che pure non ha voluto fare alcun commento sulle indiscrezioni relative all’appuntamento, e per il Comune di Milano, azionista dell’ex municipalizzata insieme al Comune di Brescia, sarà presente l’assessore al Bilancio Bruno Tabacci.
Il vertice col ministro coincide, come detto, con il Cda Edison, convocato ”per esaminare il fabbisogno finanziario della società ”. Se i francesi giudicano indispensabile una ricapitalizzazione, per gli italiani è meglio aspettare prima di ogni decisione. L’ago della bilancia sarà allora la posizione dei tre consiglieri indipendenti della società (Gian Maria Gros-Pietro, Gregorio Gitti e Mario Cocchi), già impegnati a valutare la situazione assistiti dagli advisor Goldman Sachs e Rothschild. Dopo una riunione venerdì, i contatti tra i tre sono proseguiti anche oggi, e un nuovo incontro è comunque atteso prima del Cda, probabilmente domani, se non mercoledì stesso nel primo mattino.
Dopo le tensioni dei giorni scorsi e lo scambio reciproco di accuse tra i soci d’Oltralpe e quelli nostrani, la partita Edison comunque non è mai apparsa più fluida di così. In teoria Edf e i la controparte italiana dovrebbero essere ‘solo’ in attesa della valutazione dell’advisor indipendente Duff & Phelps, la società di consulenza assoldata per valutare il debito Edipower e la sua ripartizione. Il responso della società, secondo quanto era filtrato fino ad ora, era atteso per la fine di questa settimana, anche se non mancano ricostruzioni di stampa su un possibile ritardo che porterebbe a un nuovo rinvio della scadenza dei patti, fino ad ora fissata al 30 dicembre, dopo la quarta proroga decisa a fine novembre.
Il giudizio dell’advisor indipendente, però, sembra aver perso importanza dopo la disputa tra Edf e gli italiani sulla ipotetica divisione del debito, che ha ormai riportato in partita il vecchio piano che puntava a cercare di mantenere in patria tutti gli asset Edipower. Per ora non si ha notizia di un ritorno in campo dei possibili alleati finanziari, o industriali (innanzitutto Acea), di cui si era parlato in estate in vista di un piano italiano per Edipower. Al riguardo, però, sarà decisiva la posizione di Passera.

 

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