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Mutui, mercato in contrazione

Rispetto allo stesso trimestre del 2010 calo delle erogazioni del 6,95%. A Brescia la variazione è pari a -9,45%. Si assottiglia la differenza tra tasso fisso e variabile.

(red.) Le famiglie italiane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 14.221,69 milioni di euro nel secondo trimestre del 2011.
Rispetto allo stesso trimestre del 2010 si registra una contrazione delle erogazioni del -6,95% per un controvalore di 1.061,55 mln di euro.
E’ quanto emerge dall’ultima pubblicazione dei dati statistici di Banca d’Italia. Dopo la variazione positiva del primo trimestre di quest’anno, il saldo erogazioni in raffronto ai periodi precedenti, ritorna negativo rafforzando così un trend ribassista iniziato esattamente un anno prima con le rilevazioni del secondo trimestre 2010. Da tenere in considerazione che, in quest’ultima rilevazione, i volumi erogati sono influenzati dal forte rallentamento delle operazioni di sostituzione e surroga, che, secondo l’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa, hanno rappresentato nel secondo trimestre 2011 circa il 5% dei volumi (un anno prima erano stimati in circa il 14% delle erogazioni).
Attraverso la base dati interna all’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa è stata analizzata la tendenza rispetto alla quantificazione media dell’importo di mutuo. Nel primo trimestre del 2011, a livello nazionale, è stata rilevato un lieve incremento del ticket medio di mutuo rispetto a quanto era stato riscontrato lo scorso trimestre. Il ticket medio nazionale si è attestato a circa 124.900 euro. Rispetto a quanto rilevato nel primo trimestre 2011 (124.700 euro) si nota quindi una maggiore quota media erogata pari a circa 200 euro (+0,16%). Stando alle dinamiche dei tassi a fine ottobre 2011, ipotizzando di dover sottoscrivere un nuovo mutuo ipotecario dell’importo di 120.000 euro per una durata di 20 anni, ad uno spread indicativo di 1,8 bps, se scegliessimo un mutuo a tasso fisso, si sosterrebbe una rata mensile di 780 euro.
Se si optasse invece per un mutuo a tasso variabile, il risparmio sarebbe pari a 91 euro mensili, in quanto la rata ammonterebbe a 690 euro.
La differenza tra le due scelte si sta dunque assottigliando sempre più: durante l’ultima rilevazione dell’Ufficio Studi Tecnocasa fatta a luglio, il gap si era attestato a 128 euro, e in quella effettuata ad aprile il risparmio per l’opzione variabile era di 173 euro.
La Lombardia è la regione che maggiormente contribuisce ai volumi nazionali con il 23,47%, seguita dal Lazio 13,36% e Veneto che con il 9,43% ha superato in questa rilevazione l’Emilia Romagna ora al quarto posto con un incidenza dell’8,54%.
A livello provinciale sulle 110 province analizzate se ne riscontrano 34 che hanno evidenziato un aumento delle erogazioni. Ma non è il caso di Brescia dove, a fronte di erogazioni (nel secondo trimestre di questo anno) pari a 332,51 mln di euro, si è riscontratao un calo, sullo stesso periodo del 2010, pari al 9,45%.
Escludendo le nuove province che sono recentemente state inserite nel monitoraggio tenuto da Banca d’Italia, tra le province che hanno invece fatto registrare i più rilevanti incrementi trimestrali ci sono Lodi (+28,59%), Sondrio (+19,56%), Bolzano (+17,01%), Oristano (+16,12%), La Spezia (+15,78%). Il dato bresciano, sebbene negativo, non segna i livelli consistenti di Ferrara (-80,44%), Agrigento (-41,53%), Arezzo (-41,10%), Vibo Valentia (-39,44%), Ascoli Piceno (-37,72%) ed il gruppo di province toscane Grosseto, Pistoia, Firenze che hanno trascinato al ribasso la regione con  rispettivamente a -37,18%, -35,58% e -35,05%.
Troviamo Brescia invece tra le 52 le province che hanno chiuso gli ultimi dodici mesi con un aumento di erogazioni rispetto all’anno precedente.
Nella nostra provincia, a fornte di una erogazione di volumi pari a 1.256,05 sui 12mesi c’è stata una crescita dell’8,5%.
I migliori incrementi sono stati registrati a Bolzano (+27,16%), Pordenone (+23,34%), Biella (+20,02%), Latina (+19,08%) e Terni( +15,79%). I cali più rilevanti riguardano invece le province di Ferrara (-51,36%), Lucca (-33,40%), Pisa (-30,42%), Agrigento (-29,96%) e Modena (-27,09%).
Per quanto riguarda il valore delle consistenze dei mutui già accesi, in Italia la tendenza rimane sempre improntata alla crescita. Dopo un iniziale periodo di flessione, avvenuto tra il primo e il secondo trimestre del 2008, l’andamento ha poi ripreso ad aumentare fino a raggiungere il volume record di 313.317 milioni di euro in quest’ultimo II° trimestre 2011, facendo registrare dunque un aumento pari al +1,11% rispetto al primo trimestre 2011.

 

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