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Omb, salvataggio con polemica

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operai.jpgIl comune di Brescia interviene. I sindacati plaudono. Gli industriali no.


(red.) Siamo alle battute conclusive del progetto che punta a realizzare a Brescia un'esperienza industriale di rilevanza lombarda per la movimentazione dei rifiuti, salvando il posto di lavoro dei 92 dipendenti e preservando il know-how della Omb di Buffalora, l’azienda fondata dalla famiglia Mascialino, attiva nella produzione di cassonetti e mezzi per la movimentazione dei rifiuti, attualmente in concordato preventivo.
L’operazione di salvataggio avverrà attraverso un sostanzioso apporto economico da parte di una controllata del comune di Brescia, che acquisirà gli asset della vecchia Omb per circa 10 milioni di euro (
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La vicenda ha visto lunedì l'accordo tra azienda e sindacati per il via libera al passaggio della società alla nuova Omb International, guidata da Marco Medeghini e controllata da Brescia Mobilità, cioè da Palazzo Loggia. L'impegno era stato assunto dal sindaco Adriano Paroli in un'assemblea pubblica svoltasi nello stabilimento.
Oggi, martedì, la segretaria provinciale della Fiom, Michela Spera, nell’esprimere la soddisfazione del sindacato ha spiegato che tutti i lavoratori avranno lo stesso inquadramento e anzianità maturata nella vecchia Omb, e che l'attività potrebbe cominciare già da lunedì prossimo, con un rientro in fabbrica di circa 75 lavoratori entro quattro settimane.
"Sono previsti 12 mesi di cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione", ha spiegato la leader sindacale, "con una integrazione salariale per chi fosse costretto a zero ore di lavoro. Quest'estate si lavora anche a luglio, agosto e settembre".
Se apprezzamento per l'operazione è arrivato dai sindacati, lo stesso non si può dire per gli industriali. In un'intervista concessa ai giornali locali, il neopresidente di Aib Giancarlo Dallera (eletto un mese fa) ha usato parole molto pesanti, dichiarando che "il giudizio sull’operazione, da imprenditori, non può che essere assolutamente negativo: ci riporta indietro nel tempo dopo anni in cui liberalizzare ed alleggerire Stato ed enti erano gli obiettivi prioritari".
Il numero uno della Confidustria bresciana ha evocato le ombre del vecchio assistenzialismo di Stato, ricordando per intenderci gli sprechi degli anni dell'Iri. "In passato", ha continuato Dallera, "troppe risorse sono state bruciate, i soldi dei cittadini non vanno usati così. E noi imprenditori non siamo nemmeno stati interpellati su questa vicenda".

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