Consumi in frenata, Brescia chiude i primi otto mesi a -1,2%
In Lombardia il valore degli scontrini cala dell’1%. A Brescia il dato è peggiore della media regionale, mentre solo tre province registrano una crescita.
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Brescia. Frenano i consumi in Lombardia e anche Brescia chiude i primi otto mesi dell’anno con il segno meno.
Secondo il Retailer Barometer Confimprese-Jakala, l’osservatorio sull’andamento dei consumi, tra gennaio e agosto il valore degli scontrini nella regione è diminuito dell’1% rispetto allo stesso periodo del 2025.
A Brescia la contrazione è stata dell’1,2%, un dato che colloca la provincia tra i territori lombardi con la spesa in calo. Peggio hanno fatto Milano, con il -2,1%, e soprattutto Mantova, che ha registrato una flessione del 3,7%. In negativo anche Cremona (-1,3%), Varese (-1%), Lecco (-0,9%), Bergamo (-0,7%) e Lodi (-0,1%).
Sono soltanto tre i territori che nei primi otto mesi hanno aumentato il valore dei consumi: Sondrio (+1,8%), Monza (+1,2%) e Como (+0,9%).
Il dato di agosto conferma la fase di rallentamento. Nessuna delle città considerate dall’osservatorio ha registrato un incremento rispetto allo stesso mese del 2025. Brescia ha segnato un -4,7%, seconda solo a Varese (-5,6%), mentre Milano ha perso il 3,7%. In calo anche Sondrio (-1,3%), nonostante il bilancio positivo dei primi otto mesi, e Lecco (-0,9%) e Monza (-0,2%). Cremona ha invece mantenuto il livello dell’agosto 2025.
Il quadro riflette una maggiore prudenza nelle spese, nonostante la Lombardia continui a essere una delle principali aree dello shopping italiano. Milano, in particolare, può contare su importanti flussi di visitatori nelle vie commerciali del centro e nei grandi centri commerciali dell’hinterland, ma l’aumento delle presenze non si traduce automaticamente in una crescita degli acquisti.
Per gli ultimi tre mesi dell’anno le previsioni indicano comunque una possibile ripresa, stimata in +0,7%, sostenuta dal Black Friday e dagli acquisti natalizi. L’andamento potrebbe però essere diverso a seconda dei settori.
Il comparto casa-arredo, elettronica, telefonia, libri, cura della persona e servizi, riunito nella categoria «altro retail», potrebbe arrivare a una crescita del 2,5%. Per l’abbigliamento e gli accessori è prevista una variazione positiva dell’1,5%, mentre la ristorazione potrebbe chiudere il trimestre con un calo dell’1,4%. Un quadro che conferma una domanda ancora prudente e una maggiore attenzione alle spese.








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