Scuola, gli italiani chiedono prestiti anche per il nido: oltre 200 milioni
Nei primi otto mesi del 2026 finanziamenti per le spese legate all’istruzione. Quasi sei richieste su dieci non superano i 5mila euro. Cresce la quota femminile.
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Brescia. Non servono necessariamente università, master o percorsi di alta formazione per spingere una famiglia a chiedere un prestito. Sempre più spesso il ricorso al credito riguarda anche le prime fasi del percorso scolastico, fino ad arrivare all’asilo nido.
È il quadro che emerge dall’analisi di Facile.it, secondo cui nei primi otto mesi del 2026 sono stati erogati in Italia oltre 200 milioni di euro di prestiti personali destinati a sostenere le spese per l’istruzione.
Si tratta di finanziamenti che rappresentano ormai stabilmente più dell’1% del totale dei prestiti personali richiesti nel Paese. La spesa scolastica, del resto, accompagna le famiglie per molti anni: dalle rette del nido ai libri di testo, dalle iscrizioni scolastiche fino alle tasse universitarie e ai percorsi post laurea.
Chi ha richiesto un finanziamento per esigenze legate alla formazione ha domandato mediamente 6.800 euro, da restituire in circa 55 rate, con una rata media di 149 euro.
Ma il dato più significativo riguarda gli importi: quasi sei richieste su dieci sono inferiori o pari a 5mila euro. Una cifra che suggerisce come il ricorso al credito non sia legato soltanto a percorsi formativi costosi, ma anche alle spese più ordinarie sostenute dalle famiglie lungo il percorso scolastico dei figli.
Anche l’età dei richiedenti racconta questo cambiamento. Chi sottoscrive un prestito per motivi di studio ha in media meno di 42 anni, contro i quasi 46 anni registrati considerando le altre tipologie di prestito personale. Una differenza che può essere ricondotta anche alla presenza di genitori alle prese con le spese per l’istruzione dei figli.
Tra i richiedenti, il 30% è rappresentato da coppie, con un’età media di 48 anni. Un quarto delle domande arriva invece da persone single, con un’età media di 33 anni: in questo caso il finanziamento sembra essere più frequentemente legato alla volontà di investire sulla propria formazione.
Particolarmente significativo è infine il dato relativo al genere. Se considerando tutti i prestiti personali sette richieste su dieci vengono presentate da uomini, nel caso dei finanziamenti legati allo studio la componente femminile sale al 46%. Quasi una domanda su due, dunque, arriva da una donna.
I dati delineano così un fenomeno che va oltre il tradizionale prestito per pagare università o master. Il credito viene utilizzato sempre più spesso per affrontare costi distribuiti lungo l’intero percorso formativo, comprese le prime spese per i figli. Un segnale delle difficoltà con cui una parte delle famiglie deve fare i conti per sostenere, anno dopo anno, il costo dell’istruzione.








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