Transizione 5.0, Cna: «Soddisfatti, imprese devono poter fare affidamento su certezza e stabilità normativa»

Il presidente Giordano Apostoli: «Il ripristino delle condizioni per coprire le richieste presentate a novembre è un segnale positivo, perché si è compreso un principio fondamentale: quando un’impresa investe, lo fa assumendosi un rischio reale e ha bisogno di regole stabili, non di cambiamenti in corsa».

Brescia.  Si unisce anche Cna al coro di soddisfazione per la riunione al Mimit su Transizione 5.0. Il Ministro Urso ha infatti annunciato il ripristino delle condizioni e delle risorse contenute in legge di bilancio e pari a 1,3 miliardi alle quali saranno aggiunti altri 200 milioni così da assicurare la totale copertura delle richieste presentate dalle imprese tra il 7 e il 27 novembre.
«Dalla riunione esce un messaggio importante – sottolinea il Presidente della Cna Dario Costantini – si è evitato di incrinare il rapporto di fiducia tra lo Stato e le imprese che devono poter fare affidamento su certezza e stabilità normativa per programmare e realizzare investimenti essenziali per l’innovazione e l’efficientamento energetico».
Già nell’incontro al Mimit di inizio marzo la Confederazione aveva sottolineato la necessità di garantire la totale copertura delle domande da parte dei cosiddetti esodati di Transizione 5.0. «Le imprese hanno dimostrato di voler investire – commenta Giordano Apostoli, presidente Cna Brescia – ma le istituzioni devono continuare a garantire continuità e tempi certi. Il ripristino delle condizioni per coprire le richieste presentate a novembre è un segnale positivo, perché si è compreso un principio fondamentale: quando un’impresa investe, lo fa assumendosi un rischio reale e ha bisogno di regole stabili, non di cambiamenti in corsa».
Il ripristino delle risorse su Transizione 5.0 restituisce fiducia a molte aziende che avevano già programmato scelte importanti, ma ora serve un passaggio ulteriore. «Bisogna trasformare rapidamente questo quadro in procedure chiare, semplici e accessibili – conclude Apostoli -, perché innovare oggi non è più una scelta rinviabile, ma una necessità competitiva, soprattutto in territori manifatturieri come il nostro». Infine, Cna apprezza che al tavolo delle imprese siano state convocate soltanto le associazioni datoriali veramente rappresentative.

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