Manifattura in Lombardia: quasi 6 imprese su 10 sono in linea con gli obiettivi, ma oltre la metà è preoccupata per i dazi

Secondo l'Osservatorio MECSPE, realizzato da Nomisma relativo al III quadrimestre 2025, circa un quarto delle aziende esprime una soddisfazione alta o molto alta, dimostrando resilienza e capacità di mantenere nel tempo risultati in linea con le attese.

Milano. L’industria manifatturiera, con le sue più di 486mila imprese attive a fine 2025, di cui più di 92.100 in Lombardia, si conferma uno dei pilastri dell’economia nazionale e affronta il 2026 con un quadro complessivamente stabile, pur in un contesto segnato da nuove pressioni competitive. In questo scenario, il manifatturiero in Lombardia affronta il 2026 con moderata fiducia: quasi 6 imprese su 10, infatti, dichiarano che l’andamento della propria azienda è coerente con gli obiettivi prefissati per l’anno, mentre il livello di soddisfazione generale rimane buono, con circa un quarto delle imprese che esprime una soddisfazione alta o molto alta, dimostrando la resilienza e la capacità delle imprese di mantenere nel tempo risultati in linea con le attese. Un dato che risulta allineato allo scenario nazionale, a conferma della solidità del tessuto produttivo regionale.
Malgrado le incertezze legate all’impatto dei dazi, che preoccupa più della metà delle imprese (52% vs 49% dato nazionale), e alla valutazione delle nuove misure previste dalla Legge di Bilancio 2026, ritenute insufficienti dal 61%, per le aziende lombarde resta centrale la capacità di guidare le scelte industriali in base alle priorità del mercato e tradurre competenze e innovazione tecnologica in competitività. In questo quadro, gli incentivi rappresentano un supporto possibile, ma non l’unica leva per sostenere la crescita.
È quanto emerge dall’Osservatorio Mecspe realizzato da Nomisma relativo al III quadrimestre 2025 e presentato in occasione dell’evento di apertura della 24ª edizione di Mecspe, la fiera di riferimento per il manifatturiero e le innovazioni per l’industria, organizzata da Senaf e in corso dal 4 al 6 marzo a BolognaFiere.
Il settore continua a puntare su competitività e resilienza: in Lombardia si confermano come tendenze più rilevanti la digitalizzazione e l’interconnessione dei processi, l’automazione e la robotica per l’efficienza produttiva, la spinta verso una maggiore personalizzazione della produzione. Insieme a queste direttrici, cresce l’attenzione verso la sostenibilità ambientale e i processi a basso impatto, insieme alla transizione energetica e alla riduzione dei consumi.
Accanto a questi elementi, nel III quadrimestre 2025 anche le aziende lombarde segnalano alcune criticità che hanno inciso maggiormente sull’attività: l’incertezza legata al contesto internazionale, e i prezzi delle materie prime, insieme ai conflitti internazionali e alla difficoltà di reperimento delle risorse umane, a dimostrazione di quanto sia importante continuare a investire in formazione.
A questo scenario si aggiunge il tema delle misure a sostegno degli investimenti introdotte con la Legge di Bilancio 2026, che si inseriscono dopo la conclusione del Piano Transizione 5.0, già oggetto di valutazioni non pienamente positive da parte degli imprenditori. Secondo la precedente rilevazione dell’Osservatorio, a livello nazionale, quasi la metà riteneva che gli incentivi non fossero sufficienti, pur riconoscendone l’importanza per l’innovazione, o li giudicava del tutto inadeguati a supportare il settore.
Sul fronte internazionale, il tema dei dazi continua a incidere concretamente sull’attività delle imprese: quasi il 60% dichiara di aver già registrato o di stare registrando impatti, con più un quarto degli imprenditori che segnala effetti negativi significativi e un terzo che evidenzia impatti più contenuti. Non a caso, più della metà del campione si dichiara molto o abbastanza preoccupata rispetto all’evoluzione del quadro commerciale. Tuttavia, l’Osservatorio Mecspe evidenzia prospettive di stabilità sull’export per il biennio 2026-2027: il 58% delle imprese lombarda prevede un andamento stabile, mentre il 24% si attende una crescita.

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