Inflazione, a Brescia il potere d’acquisto delle famiglie cala di oltre 7400 euro

A causa della crescita continua dei prezzi, nel bresciano "bruciati" oltre 4miliardi di euro tra stipendi e risparmi delle famiglie tra 2022 e 2023. E la Lombardia paga il prezzo più pesante, a livello nazionale, con una perdita complessiva stimata in oltre 33,6 miliardi.

Brescia. Cala il potere d’acquisto delle famiglie bresciane e, a causarlo  è l’inflazione, i cui “effetti” si fanno sentire con una perdita, a nucleo familiare, calcolata in 7.472 in media, valore che piazza la Leonessa d’Italia al 15esimo posto nazionale.
Gli effetti dell’aumento generalizzato dei prezzi comportano la perdita “potere di acquisto”: con il denaro che ogni famiglia ha a disposizione (reddito e risparmio) non è più possibile comprare tutto quello che si poteva ottenere in passato.
Tra il 2022 e i 2023, in Lombardia, sono “bruciati” 33,6 miliardi di euro di risparmi delle famiglie. Il costo del denaro, infatti, continua a crescere a livelli del 9-10%.
L’Ufficio studi della Cgia ha stimato quanto è diminuito e diminuirà il potere d’acquisto dei depositi, alla luce della crescita dell’inflazione. Ed i numeri sono impressionanti: a livello nazionale, si tratta di 163 miliardi di euro con una perdita di potere d’acquisto a nucleo famigliare di 6.338 euro.
E in Lombardia va anche peggio. La spirale inarrestabile dell’inflazione ha comportato una perdita, complessiva, di oltre 33,6 miliardi: nel Bresciano si tratta di oltre 4 miliardi di euro “sfumati”, oltre 13 nella provincia di Milano, 3,2 nella Bergamasca.
Nella classifica delle province che registrano le perdite maggiori ci sono Milano, al secondo posto in Italia, con una perdita d’acquisto stimata in 8.500 euro; Lecco con -8.201; Monza e Brianza con 7.885; Sondrio con 7.695, Brescia con -7.472 in media, Varese (-7.150), Bergamo (-6.757), Mantova (-6.745), Cremona (-6.436), Lodi (-6.286), Pavia (-6.225).

 

 

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