Brescia, l’inflazione morde e porta la spesa media annua a quasi 3mila euro in più

Ogni famiglia bresciana, quest'anno, spenderà mediamente quasi 3mila euro in più (2.953) rispetto al 2021, a causa degli aumenti generalizzati di diverse voci di spesa.

Brescia. Ogni famiglia bresciana, quest’anno, spenderà mediamente quasi 3mila euro in più (2.953) rispetto al 2021, a causa dell’inflazione. La Leonessa, infatti, secondo le rilevazioni Istat sul mese di novembre, elaborate dall’Unione nazionale consumatori, si piazza al 13esimo posto nazionale per i rincari, con un incremento dell’inflazione pari all’11,2%. La media nazionale si attesta sull’11,8%.

La città più cara in Italia è attualmente Bolzano, dove l’inflazione è pari al +12,3% per una maggior spesa media aggiuntiva per famiglia di 3.269 euro all’anno.
Al secondo posto c’è Bologna, dove il rialzo dei prezzi è del 13,1% e determina un incremento di spesa annuo pari a 3.268 euro. Al terzo Ravenna, che con un +13,5% di inflazione ha una spesa supplementare pari a 3.262 euro annui per una famiglia media. Milano registra un’inflazione del +12%, che corrisponde a 3.258 euro di spesa aggiuntiva per famiglia, seguita da Piacenza, con +12,4% di inflazione e maggiori costi pari a 2.997 euro. La città dove l’incremento dei costi è inferiore è Potenza, con un’inflazione del 9,2% e una spesa aggiuntiva per una famiglia tipo pari a 1.817 euro annui.

Rispetto alle voci relative ad abitazioni, acqua, elettricità, gas e altri combustibili, i rincari sono del 56,9% a Varese, 56,8% a Como, 57,3% nel Milanese, 57% nella Bergamasca, 55,1% nel Bresciano, 54,3% nel Pavese, 56,8% nel Cremonese, 56,3% nel Mantovano, 55,2% nella provincia di Lecco, 57,2% in quella di Lodi.
A Brescia i prezzi per gli alimentari e le bevande rallentano lievemente (11,3%) rispetto a ottobre (11,8%), mentre Mantova ha il record in Lombardia con l’aumento, per questo comparto del 14,2%, seguita da Lecco (13,5%), Pavia (13,4%), Lodi (13,2%) e Cremona (12,1%).

 

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