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Brescia, i nuovi ricchi? Pensionati e impiegati

Nove bresciani su 10 dichiarano meno di 50mila euro. Sono i dati di una ricerca presentata da Elio Montanari nel convegno sulla riforma fiscale promosso da Cgil, Cisl e Uil.

(red.) Nove bresciani su 10 dichiarano meno di 50mila euro. Sono i dati di una ricerca presentata da Elio Montanari nel convegno «La grande diseguaglianza» sulla riforma fiscale  promosso da Cgil, Cisl e Uil e che si è svolto lunedì in città e a cui hanno preso parte i segretari locali ed i rappresentanti nazionali dei sindacati confederali.
Dati che dimostrano, secondo Montanari, che ha analizzato 905.452 dichiarazioni Irpef presentate nel 2020 dai contribuenti bresciani, che la maggior parte delle documentazioni (oltre 850mila, il 94,2% del totale) si attesta sotto la soglia dei 50mila euro, mentre sopra tale cifra si trova solo il 5,85 dei contribuenti.

“Solamente” 8.047 contribuenti bresciani dichiarano più di 120mila euro, ovvero lo 0,9% del totale dei documenti analizzati. Un dato che fa storcere il naso e che ha posto in rilievo il problema della riforma fiscale che, secondo i sindacati, non può essere affrontata senza prima risolvere il tema dell’evasione fiscale.
Il numero maggiore di dichiarazioni dei redditi sono quelle relative al lavoro dipendente, (54,8% del totale) e alle pensioni (30.4), l’82,2 per cento del totale.

Nel 2009 Montanari aveva già effettuato una analisi simile per i sindacati e, a distanza di 10 anni, emerge che sono aumentati i contribuenti ed è aumentato l’ammontare del reddito dichiarato, ma con una netta forbice tra chi, già benestante, lo è diventato ancora di più e chi, invece, da povero, ha peggiorato la propria situazione economica.
Secondo le sigle sindacali, per ridurre questa disuguaglianza sociale è necessaria una seria lotta all’evasione fiscale, con maggiori controlli e pene più severe. Chi evade non è “furbo”, ma danneggia la società.

 

 

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