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Industria, nel primo trimestre 2021 a Brescia il tendenziale cresce del 14,6%

(red.) Un lieve calo della produzione rispetto al trimestre precedente – dello 0,1% per quanto riguarda l’industria e dell’1,3% per quanto riguarda l’artigianato – ed un più confortante incremento tendenziale (rispetto cioè al medesimo trimestre dello scorso anno) rispettivamente, per gli stessi settori, del 14,6% e del 7,7 %. Sono i principali dati emersi, per quanto riguarda la provincia di Brescia, dall’indagine congiunturale realizzata da Unioncamere Lombardia relativa al primo trimestre 2021 nell’ambito del progetto “Focus Imprese” che ha riguardato un campione di più di 2.600 aziende manifatturiere, suddivise in imprese industriali (più di 1.500 imprese) e artigiane (più di 1.100 imprese).
Da rilevare che, a livello Regionale, per quanto riguarda l’indice tendenziale riferito all’industria, Brescia fa registrare il miglior trend di crescita, seguita dalla provincia di Lecco (+ 13,2%) e da quella di Cremona (+10,8%). Con l’incremento del 7,7% l’artigianato si attesta invece – sempre con riferimento alla produzione, a livello tendenziale – sopra la media regionale del 5,5%.

 

“Pur nella consapevolezza che le difficoltà non sono ancora pienamente superate – commenta il Presidente della Camera di Commercio Roberto Saccone – si registra, per quanto riguarda gli indici di produzione della provincia di Brescia, un significativo incremento tendenziale che lascia ben sperare per il prossimo futuro. Anche le aspettative degli imprenditori industriali sull’andamento della domanda – prosegue Roberto Saccone – evidenziano un miglioramento, anche con riferimento al mercato interno. Gli imprenditori lombardi sono complessivamente ottimisti anche relativamente al recupero dei livelli produttivi nel prossimo trimestre. Per l’artigianato si evidenzia invece una maggior cautela circa la velocità di ripresa”.

Vanno tuttavia segnalati i prossimi effetti, derivanti dall’anomalo incremento dei prezzi delle materie prime, dalla correlata loro ridotta disponibilità sul mercato e dall’incremento dei costi dei noli e dei trasporti: fattori che rischiano di compromettere o quantomeno attenuare i trend positivi ora registrati.

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