Pubblici esercizi: “Le richieste al governo, 15 punti per poter riaprire”

Documento congiunto di Fiepet-Confesercenti e Fipe-Confcommercio sottoposto al ministro dello Sviluppo economico.

(red.) Fiepet-Confesercenti e Fipe-Confcommercio hanno sottoposto al ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli e al Comitato Tecnico Scientifico un documento congiunto contenente proposte e misure da mettere in campo subito per potere tornare al lavoro e avere garanzie sul futuro. Le proposte sono suddivise in 15 punti riferiti ai pubblici esercizi e alla ristorazione. Eccoli.
1. Aggiornamento dei protocolli per consentire la riapertura delle attività prendendo in considerazione anche le caratteristiche strutturali dei locali e le tipologie di servizio reso.
2. Contributo a fondo perduto adeguato su base annua e destinato a chi abbia registrato una perdita di fatturato dell’anno 2020 di almeno il 20% rispetto al 2019.
3. Estensione fino al mese di aprile 2021 del credito di imposta per locazioni di immobili ad uso commerciale e affitti di ramo di azienda con eliminazione del limite di ricavi (5 milioni di euro) e norme “ad hoc” per la rinegoziazione dei canoni di locazione e concessione.
4. Revisione delle scadenze contrattuali per quelle attività che operano con contratti di concessione.
5. Estensione della durata di rimborso del prestito garantito al 100% dallo Stato a 15 anni anche per i finanziamenti fino a 800 mila euro con un preammortamento di almeno 48 mesi.
6. Azzeramento costi delle commissioni micro pagamenti elettronici a carico delle attività per il 2021 e cancellazione strutturale delle commissioni sulle transazioni elettroniche al di sotto dei 50 euro.
7. Prolungamento degli ammortizzatori sociali.
8. Proroga della decontribuzione in caso di mancato utilizzo anche parziale della Cassa.
9. Neutralizzazione di tutti i contatori degli strumenti ordinari di ammortizzazione sociale nel corso dell’anno 2021.
10. Introduzione della possibilità di ricorso alla Cassa integrazione straordinaria anche per la ristorazione collettiva anche in caso di mancato ricorso alla Cassa da parte delle aziende committenti.
11. Modalità di accesso più facili  per i contratti a tempo determinato (causali, limiti utilizzo) e nuove forme di decontribuzione.
12. Azzeramento dell’Iva sulla somministrazione durante il periodo di crisi.
13. Proroga del credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione fino al 31 dicembre 2021.
14. Nuovo Cash Back dedicato al settore.
15. Esenzione dal pagamento di Imu, “Canone Unico” e tassa sui rifiuti (Tari) per l’intero anno 2021.

«Dagli incontri avvenuti durante questa settimana è nata una sintesi puntuale delle richieste avanzate dagli operatori – spiega Pier Giorgio Piccioli presidente Confesercenti della Lombardia Orientale – Si toccano tutti gli argomenti che stanno a cuore alle categorie: dalla sicurezza ai ristori, dalla fiscalità alla necessità di liquidità».
Al primo punto ci sono i protocolli di ripartenza «E’ un aggiornamento delle misure pensato per consentire la riapertura delle attività, considerando anche le caratteristiche strutturali dei locali e le tipologie di servizio reso – dice Carlo Massoletti presidente Confcommercio Brescia -. L’obiettivo è quello di estendere il servizio serale nelle aree gialle, l’operatività almeno nelle ore diurne nelle aree arancioni e superare il divieto di asporto per i bar dopo le 18». Parte preponderante del documento è rappresentato dall’aspetto economico.

«I ristori così come sono stati fatti fino ad ora sono insufficienti e in ritardo – spiegano i due presidenti – Il contributo a fondo perduto deve essere adeguato su base annua e destinato a chi abbia registrato una perdita di fatturato dell’anno 2020 di almeno il 20% rispetto al 2019, a prescindere dai limiti di fatturato». Si chiedono poi misure vigorose sul fronte di affitti e tassazione, l’azzeramento dell’Iva e un’esenzione a tutto il 2021 di Imu e Tari.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.