Bar e ristoranti chiedono più sostegno e il taglio della Tari

Un documento congiunto di Fipe-Confcommercio e Fiepet-Confesercenti presentato al ministro dello Sviluppo Economico Patuanelli.

(red.) Una delegazione unitaria dei vertici di Fipe-Confcommercio e Fiepet-Confesercenti ha incontrato il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli presentandogli un documento congiunto per una svolta necessaria a mettere i pubblici esercizi nelle condizioni migliori per poter lavorare con continuità, sicurezza e serenità. Una categoria che rappresenta oltre settemila imprese e imprenditori in provincia di Brescia e che, con le nuove limitazioni imposte dal Dpcm del 14 gennaio sull’asporto, rischia di subire un’ulteriore perdita del 50% del fatturato.

“Il documento illustrato dalla delegazione – spiega il presidente di Confcommercio Brescia Carlo Massoletti – pone attenzione sulla necessità di ristori commisurati al fatturato perso e al sostegno della liquidità, in misura maggiore di quanto già fatto dal governo, e con l’attenzione di perpetuare queste misure fino al termine dell’emergenza. Altri due nodi fondamentali sono la proroga degli ammortizzatori sociali fino al temine del periodo di crisi e gli affitti dei locali, con un più che mai necessario prolungamento del credito di imposta per locazioni e affitti di ramo di azienda”.

“L’obiettivo finale auspicato – afferma il presidente di Confesercenti della Lombardia Orientale Piergiorgio Piccioli – è quello di ottenere un cronoprogramma preciso su indennizzi e aperture, per poter finalmente garantire una programmazione ad un settore che occupa oltre 150 mila persone nella sola Lombardia”.
Servono, dicono i rappresentanti dei commercianti, regole chiare “per evitare le dannose aperture e chiusure a singhiozzo a cui abbiamoassistito negli ultimi mesi; soprattutto considerando gli ingenti investimenti effettuati per rispettare  le linee guida anti-contagio e tenendo conto di come i pubblici esercizi vengano sempre considerati attività a rischio e non essenziali, pur rappresentando uno snodo importante a livello sociale”.

“Inoltre, la categoria è parte di una filiera allargata che comprende anche la produzione agricola, agro-industriale e distribuzione, che sta ugualmente risentendo delle arbitrarie limitazioni stabilite a livello governativo. A livello locale è importante che i comuni dimostrino vicinanza ai pubblici esercizi ed agli imprenditori, intervenendo per scontare sensibilmente la tariffa Tari, poiché sia nel 2020 che nel 2021 il servizio è stato fortemente influenzato dalle chiusure imposte”.

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