Nave, Feralpi converte ex Stefana per produrre acciai da costruzione

Gli 81 addetti riscattati saranno in cassa integrazione in attesa di completare i lavori di conversione del sito.

(red.) Uno dei settori più strategici nei quali si vuole intervenire in Italia, nel momento in cui arriveranno dall’Europa le risorse del Recovery Fund dopo l’emergenza sanitaria ed economica dovuta al coronavirus, è quello delle infrastrutture e grandi opere. Un’opportunità che anche il gruppo Feralpi vuole cogliere, ampliando il proprio bacino d’utenza. Infatti, se fino a questo momento si occupava della produzione di acciai speciali, si punterà anche a quelli per l’edilizia.

E succederà nel vecchio stabilimento dell’ex Stefana di via Brescia a Nave. Il gruppo guidato dal presidente di Confindustria Brescia Giuseppe Pasini aveva rilevato la sede nel 2016 attraverso la Presider, una società collegata e già operativa a Maclodio, nel bresciano, così come a Borgaro Torinese, Pomezia e persino a Parigi. All’interno dello stabilimento, che a partire da gennaio 2021 e per un anno richiederà investimenti per la riconversione, si punterà sugli acciai impiegati nel settore delle costruzioni.

Un’opportunità anche per gli 81 addetti ai quali è stata garantita la continuità aziendale e che, durante il periodo di riconversione, saranno sottoposti alla cassa integrazione. Ma gli stessi operai, intanto, potranno anche trasferirsi negli stabilimenti di Calvisano e Lonato.

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