Intesa-Ubi, offerta di scambio si chiude con il 90%. Fusione ad aprile 2021

Ieri si è conclusa l'operazione dopo i due giorni in più concessi dalla Consob. Lunedì previsto il Cda di Ubi.

(red.) Si è conclusa con un vero e proprio plebiscito l’operazione di offerta di pubblico acquisto e scambio di Intesa Sanpaolo nei confronti di Ubi Banca. Ieri, giovedì 30 luglio, era l’ultimo giorno consentito per aderire e alla fine Intesa ha incassato oltre il 90,2% di adesioni. A questo punto proprio Intesa sarà obbligata ad acquistare tutte le azioni rimaste, con la stessa formula già usata nell’offerta o offrendo cash agli ultimi azionisti di Ubi Banca rimasti.

Nelle prossime settimane, nel momento in cui l’operazione sarà conclusa, Ubi uscirà dal listino e inizierà la nascita di quella che Carlo Messina di Intesa Sanpaolo definisce un gruppo europeo bancario da 5 miliardi di euro di utile. Tra le varie fasi previste, Intesa scriverà a Ubi per convocare l’assemblea dei soci e nominare un nuovo consiglio di amministrazione e previsto tra metà settembre e metà ottobre.

Entro il 2020 sempre Intesa dovrà anche procedere con la cessione delle 532 filiali a Bper, mentre la fusione avverrà il prossimo aprile 2021. Lunedì 3 agosto, quando si riunirà il Cda di Ubi Banca per l’approvazione dei dati del semestre, potrebbero arrivare le dimissioni del consigliere delegato Victor Massiah, della presidente Letizia Moratti e del vice Roberto Nicastro.

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