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Crollo del terziario, nel bresciano a rischio 18 mila aziende e 54 mila addetti

Elaborazione choc commissionata dalla Confcommercio sulle conseguenze del lockdown su turismo e servizi.

(red.) L’emergenza sanitaria da coronavirus per fortuna si sta ampiamente riducendo, con gli ospedali che pian piano stanno tornando alla normalità. Ma ora anche nel bresciano si attende il devastante impatto economico derivato dai due mesi di lockdown. Nella nostra provincia sono oltre 56 mila le imprese che operano nel settore terziario tra commercio, turismo e servizi e che saranno tra quelli più colpiti. E i numeri che si paventano sono drammatici, quasi senza precedenti. La Confcommercio di Brescia ha commissionato un’indagine a Format Research e in base ai dati Istat. Da questo elaborato emerge come nell’arco del 2020 fino a 18 mila aziende potrebbero chiudere.

E quindi mancare all’appello fino a un’attività su tre di quelle attualmente presenti. Senza dimenticare che il possibile crollo inciderebbe anche sugli occupati, con un calo di 54 mila addetti rispetto ai 193mila che operavano alla fine del 2019. Un settore, il terziario nel bresciano, che nel 2019 aveva prodotto fino a oltre 23 miliardi di euro di valore e che nel 2020 dovrebbe perderne oltre 2 miliardi. Uno scenario drammatico quello commentato dal presidente della Confcommercio di Brescia Carlo Massoletti che critica anche il modo in cui le aziende sarebbero state lasciate sole. In provincia nei due mesi di lockdown sono state 29 mila le imprese del terziario rimaste ferme e per un impatto che probabilmente sarà peggiore rispetto alla crisi del 2008.

Ma lo stesso Massoletti sottolinea come la ripresa nel 2021 sia possibile solo se le aziende verranno aiutate dalle istituzioni. Non a caso, quasi tutte le attività interpellate dalla ricerca dicono di avere poca fiducia nell’economia italiana. Tra le maggiori criticità ci sono la mancanza di liquidità e l’occupazione che rischia di portare a un boom di licenziamenti tra luglio e settembre. E dal presidente della Confcommercio bresciana arrivano critiche anche all’indirizzo del capoluogo.

Carlo Massoletti sottolinea come il peggio debba ancora arrivare, ma nel frattempo palazzo Loggia avrebbe fatto troppo poco, rispetto ad altri paesi vicini, per aiutare le realtà. Si è in attesa dei decreti attuati del Dl Rilancio, ma anche di misure più sostanziose dalle pubbliche amministrazioni. E la Confcommercio propone anche l’annullamento della tassa di soggiorno, quella sulla pubblicità, sulla tassa dei rifiuti e il rinvio dei pagamenti al 2021. Accedendo anche a contributi a fondo perduto per risorse che il Comune potrebbe trovare tra i dividendi da A2a e le partecipate.

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