Coronavirus, rischio ritardi per Cig. Fontana: “Per lombardi garantisce Regione”

Fondazione dei Consulenti del Lavoro lancia l'allarme. Governatore lombardo: "Se Stato non c'è garantiamo noi".

(red.) Con il nuovo decreto del presidente del Consiglio firmato ieri, venerdì 10 aprile e in vigore da martedì 14, diversi lavoratori, anche bresciani, la cui azienda non opera in servizi considerati essenziali dovranno ancora restare a casa almeno fino al 3 maggio. Ma nel frattempo la preoccupazione sale nel momento in cui non hanno ancora ricevuto notizie su quando potranno incassare la cassa integrazione in deroga. Una misura economica che a livello nazionale copre fino a 9 settimane e in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna – le regioni più colpite dal coronavirus – per 13 settimane.

L’allarme, manifestato dalla Fondazione dei Consulenti del Lavoro, è che gli addetti potrebbero non ricevere entro il 15 aprile quell’assegno con cui avere una boccata di ossigeno in questo periodo di produzione e lavoro azzerato. E addirittura c’è la sensazione che la cig potrebbe essere pagata solo a maggio. Il problema sta nei ritardi e nell’accordo tra Governo e Inps, con la sensazione che le banche – è stata raggiunta un’intesa in questo senso – non siano in grado di anticipare le risorse. E quindi potrebbe saltare il 15 aprile come data che era stata indicata.

Ma il governatore lombardo Attilio Fontana, attraverso un videomessaggio su Facebook, si è portato avanti. “I lombardi non possono aspettare, non sappiamo ancora se e quando arriveranno i soldi del Governo per imprese e lavoratori. La Regione Lombardia invece – dice Fontana – con un accordo con il sistema bancario e i sindacati garantisce le risorse per l’anticipo della cassa integrazione. Entro una settimana, fino a un milione di lombardi potranno chiedere in banca l’assegno. Soldi veri. Se lo Stato non c’è garantiamo noi, in Lombardia parliamo con i fatti”.

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