“Soldato sicuro” al Ministero della Difesa, c’è anche Beretta

Il gruppo bresciano, che detiene il 35% del programma, lavorerà alle armi e nuovo abbigliamento per Esercito

(red.) Il Segretariato generale della Difesa italiana ha firmato un contratto da 500 milioni di euro per portare avanti il programma “Soldato sicuro” sempre più teso ad avere militari equipaggiati a livello di ogni tecnologia aggiornata. L’obiettivo del progetto è quello di dotare l’Esercito italiano di armi e abbigliamento adeguato, compresi fucili e pistole e strumenti di protezione personale. Del progetto, al 35%, fa parte anche il gruppo bresciano Beretta insieme all’ex Finmeccanica (ora Leonardo) che detiene la restante quota.

E questo vuol dire che nella fabbrica di Gardone Valtrompia e in quelle dei subfornitori collegati alle due realtà si lavorerà anche per produrre le nuove dotazioni, con conseguenze positive a livello di occupazione. Si inizierà in questo 2020 con i primi 20 mila sistemi individuali e nell’ambito di un piano generale da distribuire fino al 2027 per un totale di 65 mila militari dell’Esercito interessati.

La Beretta di Gardone non fornirà solo armi, ma anche l’abbigliamento dedicato. Di certo i militari saranno equipaggiati con la pistola di ultima generazione Beretta Apx e il fucile Arx 200 per i tiratori esperti. Ma c’è anche la mitraglietta Beretta Pmx che è stata già ordinata anche dai Carabinieri per sostituire l’arma degli anni ’60.

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