Sabbio Chiese, nubi ex Pasotti: 170 a rischio

I lavoratori hanno ricevuto una lettera dal gruppo che ha preso in affitto il ramo d'azienda dell'impresa fallita. Istituzioni impegnate per una soluzione.

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(red.) A Sabbio Chiese, in Valsabbia, nel bresciano, ci sono 170 famiglie preoccupate per il loro destino lavorativo. Si tratta di addetti che da anni operano nella ex Industrie Pasotti, fallita alla fine del 2017 e con ramo d’azienda affittato alla bellunese Orange1 Foundry. Il problema, scritto nero su bianco in una lettera ricevuta nei giorni precedenti a sabato 4 maggio, è che il gruppo non rinnoverà il contratto alla scadenza e quindi restituirà il ramo al curatore fallimentare. Lasciando così decine di operai in mezzo alla strada e in futuro incerto. L’idea è di portare tutti gli addetti verso un anno di cassa integrazione straordinaria per un’attività chiusa e che si occupava di pressofusione di alluminio.

Di questo si è parlato nei giorni scorsi in Consiglio comunale a Sabbio Chiese dove è stata approvata una mozione per impegnare la giunta ad attivarsi con la prefettura di Brescia e tutte le istituzioni a livello nazionale. L’obiettivo è trovarsi con Orange1, il curatore fallimentare, i sindacati, le Rsu e il Comune per un tavolo dal quale lanciare soluzioni ed evitare la chiusura definitiva. Su questo fronte i sindacati hanno annunciato che la prossima settimana saranno in Regione Lombardia e al Ministero del Lavoro per firmare un accordo sulla cassa integrazione e concedere il tempo al gruppo bellunese e al curatore fallimentare di raggiungere un’intesa sul polo produttivo.

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