Più di cento clienti nella Bassa per la super spacciatrice di Manerbio

Una 53enne di Manerbio al centro di un traffico di droga. almeno due chili e mezzo venduti in qualche mese. Tradita da abiti costosi e vacanze di lusso.

(red.) Emergono informazioni sull’intensa attività di spaccio della donna di 53 anni arrestata l’altro giorno a Manerbio dai carabinieri della stazione locale e della compagnia di Verolanuova. Secondo gli inquirenti, in meno di due anni di intenso lavoro la donna, ufficialmente disoccupata, avrebbe spacciato almeno 5.700 dosi di cocaina forse per conto di una rete di trafficanti di droga albanesi attivi nel Nord Italia e anche nella nostra provincia.

Ma probabilmente ha fatto molto di più essendo questo solo quello che è emerso dalle indagini compiute nella zona. A tradirla è stato il suo alto tenore di vita: abiti costosi e vacanze in luoghi esotici, poco compatibili con il suo status di senza lavoro.
Niente automobili nel suo garage, perché un paio d’anni fa le era stata ritirata la patente per guida pericolosa sotto l’effetto di stupefacenti. Quindi la donna effettuava le consegne a piedi, oppure facendosi accompagnare da amiche e amici ignari della sua principale attività.

Le intercettazioni telefoniche e i pedinamenti dei carabinieri hanno permesso di ricostruire il giro: 34 clienti fissi (commercianti, professionisti, studenti e operai) più un’ottantina di consumatori saltuari nella sola zona tra Manerbio, Offlaga, Pontevico e Bassano Bresciano.
In pochi mesi, secondo gli investigatori, la pusher 53enne ha portato in giro due chili e mezzo di coca, per un valore di 225 mila euro. Un ricco giro d’affari che aveva bisogno di importanti canali di rifornimento ai quali i carabinieri tentano di risalire attraverso l’esame dei tabulati telefonici e dei movimenti bancari della spacciatrice di Manerbio. Il sospetto è che si tratti di uno dei clan della mafia albanese che hanno in mano il traffico di cocaina nella nostra provincia.

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