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Pusher marocchini arrestati in via Camozzi

Erano in 3 e usavano un bar come base per lo spaccio. tutti erano sprovvisti di documenti e avevavo quasi mezz'etto da smerciare insieme con 500 euro cash.

(red.) Sequestrati più di 41 grammi di droga e arrestate tre persone. È questo il bilancio di un intervento che la Polizia Locale di Brescia ha portato a termine giovedì 4 maggio.

A seguito di numerose segnalazioni pervenute al Comando di via Donegani, gli agenti hanno tenuto sotto controllo un bar in via Camozzi e, nella giornata di mercoledì 3 maggio, hanno notato i movimenti sospetti di tre uomini di origine marocchina.

Nel pomeriggio del giorno successivo, una pattuglia è tornata nella zona e ha visto i tre entrare nello stesso bar. Uno di questi ha consegnato un piccolo sacchetto a un uomo che, in seguito, si è incamminato verso piazzale Garibaldi. Gli agenti hanno fermato quest’ultimo e gli hanno trovato addosso circa 3 grammi di hashish, acquistati nel locale.

Successivamente, gli uomini del Comando di via Donegani hanno visto un altro dei tre marocchini uscire dal bar per vendere droga a una donna, che ha subito fatto perdere le proprie tracce dirigendosi verso via Milano a bordo di un’auto. Gli agenti sono quindi entrati nell’edificio alle 18 circa, e hanno arrestato i tre marocchini, colti in flagranza di reato.

Addosso al primo uomo sono stati trovati circa 12 grammi di hashish e 200 euro. Il secondo, invece, possedeva circa 4 grammi di hashish, mentre al terzo è stata sequestrata una somma di 250 euro. Inoltre, sotto lo specchio del bagno del bar, sono state scoperte 16 confezioni di hashish del peso totale di 22,43 grammi.

L’operazione, conclusasi intorno alle 23, ha consentito il sequestro di oltre 41 grammi di hashish. Al momento dell’identificazione, i tre marocchini, di 47, 43 e 24 anni, sono risultati tutti irregolari sul territorio nazionale e senza fissa dimora. Su disposizione del Pubblico Ministero sono stati quindi trattenuti nelle camere di sicurezza del Comando e, la mattina seguente, sono stati accompagnati al Tribunale di Brescia per il processo per direttissima.

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