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Odolo, “Aiutatemi a far tornare mia moglie e mio figlio”

E' il disperato appello di un 36enne afghano, rifugiato politico, che vive in Valsabbia. La compagna ed il figlioletto di 7 mesi sono a Kabul e non riescono a rientrare in Italia.

(red.) E’ un appello disperato quello che viene da Odolo, nel bresciano, da parte di un cittadino afghano, con status di rifugiato politico, che si è rivolto anche al presidente del Consiglio Mario Draghi, per chiedere che vengano portati in Italia la moglie ed il figlioletto di sette mesi, partiti dall’Italia il 17 luglio per fare visita ai parenti a Kabul ed ora impossibilitati a rientrare nel paese valsabbino.

Come riferisce Il Giornale di Brescia, Atullah Solozai, 36 anni, padre di sei figli ed operaio in un’azienda valsabbina, moglie e figlioletto sono barricati nell’abitazione dei familiari con il terrore di essere prelevati dai talebani che girano casa per casa per trovare coloro che hanno collaborato con il contingente Nato. E questo è il caso di Atullah che ha fatto l’autista dei camion per dieci anni, trasportando il materiale destinato ai contingenti e che ha visto morire due dei suoi fratelli per mano dei talebani.

Fuggito in Italia nel 2015, dopo tre anni è riuscito a riunire la famiglia e a ricostruirsi un presente ed un futuro. Futuro che, in questo momento, è messo in crisi dall’impossibilità della moglie a rientrare nel nostro paese, dopo l’aggravarsi improvviso della situazione politica. Gli aeroporti sono nel caos ed il previsto rientro in Italia il 31 agosto con le linee aeree civili è ora reso infattibile per questioni di sicurezza.

Il 36enne, che ad Odolo è rimasto con i cinque figli più grandi, ha detto di non avere interlocutori con cui poter interfacciarsi. Anche il sindaco Fausto Cassetti ha lanciato un appello alle autorità perchè intervengano per aiutare la famiglia di Atullah.

 

 

 

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