Coronavirus, morto il medico delle carceri Canton Mombello e Verziano

Salvatore Ingiulla, 60 anni, è morto ieri pomeriggio all'ospedale Civile. Aveva contratto il virus a metà marzo.

(red.) Sul fronte dei medici rimasti contagiati dal coronavirus, tra le nuove vittime bresciane c’è anche Salvatore Ingiulla, di 60 anni, che era operativo tra le carceri di Canton Mombello e Verziano, in città. Il camice bianco era risultato positivo al Covid-19 ed era stato ricoverato all’ospedale Civile di Brescia dove ieri, lunedì 6 aprile, è purtroppo deceduto. Il medico, originario di Catania, era molto conosciuto e stimato nel territorio bresciano e per lui l’Ats aveva dato l’incarico di seguire i pazienti anche in diversi paesi della bassa bresciana tra Azzano Mella, Borgosatollo, Capriano del Colle, Castenedolo, Flero e Montirone.

Sembra che fosse stato infettato dal virus alla metà di marzo e da circa due settimane era ricoverato nel massimo ospedale cittadino. Dalle due carceri bresciane dove il medico operava fanno però sapere che la situazione è tranquilla e non ci sono casi positivi, anche perché da un mese il professionista non entrava nei due istituti di pena. Tuttavia, da più parti si chiede di sfoltire la presenza di detenuti per evitare un dramma che sarebbe di proporzioni devastanti se il contagio raggiungesse anche chi si trova dietro le sbarre e in pochi metri quadrati.

E infatti pare che una trentina di carcerati, in procinto di uscire nei prossimi mesi dopo aver scontato la pena, abbiano ottenuto i domiciliari. E intanto con Salvatore Ingiulla salgono a 89 i medici deceduti in Italia dopo essere stati contagiati dal coronavirus, anche mentre erano in prima linea in corsia. Si aggiunge ad altri due bresciani, medici di famiglia, come Massimo Bosio 68enne di Orzinuovi e Gino Fasoli di Cazzago San Martino morti nelle ultime settimane. Solo in Lombardia sono 4.183 i componenti del personale medico, infermieristico e sanitario che sono malati, di cui 448 per l’Asst Spedali Civili di Brescia.

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