Coronavirus, case di riposo nel mirino. Qui si continua a morire

A Verolanuova i deceduti salgono a 33. 9 morti anche a Urago d'Oglio. Le Rsa provocano anche polemiche.

(red.) Le case di riposo continuano a restare nel mirino a causa degli anziani ospiti (ma anche del personale) che si ammalano dopo essere rimasti contagiati dal coronavirus. E in certe situazioni, anche in provincia di Brescia, la situazione è diventata drammatica tra decine di deceduti e scarsità di protezioni individuali. Su questo fronte nelle ore precedenti a martedì 7 aprile il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia si è rivolto alla Lombardia, regione più colpita, per chiedere di attivare le agenzie di tutela della salute e capire quali case di riposo siano in difficoltà e di quale tipo di aiuto abbiano bisogno.

Tanto che si parla di medici e professionisti dedicati da poter inviare e legati a un bando sulla ricerca di medici e infermieri, al quale potrebbe aggiungersi un altro bando per individuare altre figure. Ma nel frattempo il consigliere regionale del Pd Gianantonio Girelli ha chiesto di coinvolgere anche il prefetto – per quanto riguarda Brescia – per dare aiuti e capire se i tamponi e test sierologici vengano effettuati sugli ospiti e sul personale. Proprio le Rsa hanno scatenato una polemica che ha coinvolto anche i vertici della Regione Lombardia, ma che si sono voluti difendere dagli attacchi.

Tra loro, il governatore Attilio Fontana e l’assessore al Welfare Giulio Gallera che hanno sottolineato come le case di riposo siano state coinvolte su base volontaria – non obbligate – a ospitare pazienti dimessi dagli ospedali. Ma nel frattempo, come detto, nelle case di riposo anche bresciane si continua a morire o a infettarsi.

In quella di Verolanuova i deceduti sono saliti a 33 – altri trenta anche tra Chiari e Villanuova sul Clisi – e proprio alla Gambara Tavelli del paese è anche emerso che tra i 120 anziani ospiti ci sono 21 positivi, di cui sette asintomatrici. Lo ha confermato l’esame sierologico che ha portato a isolare i 21 ospiti. Altra situazione drammatica arriva dalla Bandera-Vezzoli di Urago d’Oglio dove si segnalano nove decessi su 31 posti letto. E in più, quattro operatori si sono ammalati per una situazione che fa dire ai vertici di essere stati abbandonati.

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