Coronavirus, lutti continui. Morto il padre di Dario Marcolin fotogallery

Giancarlo Marcolin aveva 75 anni. Mancato anche l'ex sindaco di Paratico. A Sulzano bandiere a mezz'asta.

(red.) Nella drammatica conta dei deceduti da coronavirus che purtroppo la provincia di Brescia sta conducendo ormai da giorni, c’è spazio per alcune persone note grazie alla loro attività, anche amministrativa, condotta per il loro paese. Tra le ultime vittime c’è Giancarlo Marcolin, morto ieri, mercoledì 25 marzo, alla Poliambulanza di Brescia dove era stato ricoverato per alcuni giorni a causa delle gravi condizioni. E’ il padre di Dario Marcolin, che ha svolto una carriera da calciatore e poi in panchina come sostegno allenatore prima di assumere il ruolo di commentatore tecnico delle partite di calcio a Dazn e Sky. Avviato come giocatore alla Rigamonti, era approdato alla Cremonese e poi una vasta esperienza in serie A tra Lazio, Cagliari, Sampdoria, Napoli e anche al Piacenza.

Ora è costretto a dare l’addio al padre Giancarlo che abitava in via Flero con l’altro figlio Mauro. Il 75enne aveva un negozio di dolci in via Fratelli Ugoni, in città, prima di lasciare a causa di motivi di salute. E ieri, dopo il ricovero in ospedale è deceduto. Un altro volto noto nel campo dell’amministrazione e scomparso ieri, mercoledì, è Vincenzo Cadei. Ex sindaco di Paratico, aveva 77 anni ed era stato sindaco del paese per cinque mandati dal 1971 al 1980 e dal 1985 al 1999. Partito dalla Democrazia cristiana e poi nell’Udc, alla sua attività si deve a Paratico la costruzione dell’asilo, scuola elementare e medie, il palazzetto dello sport e il centro anziani. Come attività lavorativa aveva iniziato da operaio tessile e in seguito aveva aperto un’azienda in provincia di Bergamo. L’uomo era ricoverato all’ospedale di Legnano dove è deceduto a causa del virus. Lascia la moglie Vittorina e i figli Domenico e Patrizia.

In questo scenario drammatico che colpisce l’intera provincia di Brescia e con il dramma ancora maggiore di non poter celebrare i funerali, c’è chi pensa di rendere omaggio comunque ai propri concittadini. A Sulzano, per esempio, il sindaco Paola Pezzotti, d’intesa con la Giunta, ha deciso di proclamare il lutto cittadino per ogni persona che purtroppo perde la vita a causa del virus. Le bandiere sono a mezz’asta da lunedì 23 marzo, nel momento in cui si è avuta notizia del primo decesso.

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