Palazzolo, poliziotto si uccide in auto di servizio. Social sono una gogna

Gianmarco Lorito non avrebbe retto ai commenti al suo parcheggio segnalato da un'associazione a Bergamo.

(red.) La comunità bresciana di Palazzolo sull’Oglio è sotto shock per il gesto estremo di un suo agente di Polizia Locale che si è tolto la vita con un colpo di pistola d’ordinanza a bordo della vettura delle forze dell’ordine municipali. Gianmarco Lorito, di 44 anni, conviveva con la ex compagna e nella notte tra lunedì 3 e ieri, martedì 4 febbraio, era stato impegnato in un turno di lavoro nel vicino paese bergamasco di Cividate. Dopo la mezzanotte, come è stato ricostruito dagli inquirenti, ha inviato un messaggio Whatsapp proprio alla ex e in seguito si è ucciso puntandosi l’arma. E ieri all’alba la drammatica scoperta da parte dei colleghi agenti che stavano raggiungendo il comando di Polizia in via Torre del Popolo.

Subito il riferimento di quel gesto va all’episodio che lo aveva visto protagonista di una situazione, della quale si era scusato, avvenuta a Bergamo. L’uomo, infatti, aveva parcheggiato l’auto di servizio in uno stallo di sosta riservato ai disabili e senza sapere che quel posto fosse proprio rivolto ai portatori di handicap. Il caso era diventato mediatico nel momento in cui l’Anmic, l’associazione dei mutilati e invalidi civili, aveva postato sui social la foto della vettura e con critiche a quella sosta. L’agente si era subito scusato e perfino auto-multato, inviando una somma pari al doppio della sanzione prevista, a favore dell’associazione. Ma ormai il messaggio sui social era andato in pasto a quanti hanno criticato l’agente, anche con commenti pesanti.

Per il vigile urbano sono stati giorni d’inferno che lo hanno portato lunedì notte a decidere di farla finita. Originario della Sicilia, ma residente da anni tra Erbusco e Cologne, da diversi anni era operativo alla Polizia Locale di Palazzolo. E ieri mattina, martedì, è stato incessante il pellegrinaggio di persone che hanno raggiunto il comando per deporre fiori e messaggi. Quello che è diventato anche un caso nazionale fa riferimento all’ennesima situazione in cui i social network portano un individuo alla gogna mediatica. Infatti, nonostante l’agente si fosse scusato, i commenti sono proseguiti. E da ieri anche contro la stessa associazione che aveva sollevato quel caso.

A livello comunale, il poliziotto era stato solo richiamato in modo verbale per quel parcheggio selvaggio, ma nei suoi confronti non c’erano motivi di licenziamento o sospensione. In questo scenario drammatico, ha parlato, interpellata dal Giornale di Brescia, anche l’ex compagna Marisa che ha raccontato di essersi preoccupata nel momento in cui non ha più visto l’uomo tornare a casa dopo che le aveva inviato un messaggio. E in piena notte era arrivata la notizia della tragedia. “Se chi ha visto l’auto della Polizia parcheggiata nel posto riservato ai disabili avesse chiamato le forze dell’ordine, l’episodio sarebbe rientrato senza esporre una persona a una vera e propria gogna” ha detto la donna al quotidiano bresciano.

Di certo, come rimarcano i colleghi, fino a quell’episodio l’agente era tranquillo. Ma ora la comunità si interroga, a partire dal sindaco Gabriele Zanni che parla di un “fallimento del genere umano”. Nel frattempo ieri dalla Sicilia sono arrivati i genitori di Lorito e altri commenti e segnali di vicinanza arrivano dal Sindacato unitario dei lavoratori polizia locale che ha annunciato una raccolta fondi per aiutare la famiglia. Sottolineando anche come il lavoro di un agente di polizia municipale sia sempre più stressante a causa dei turni.

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