Di Battista difende Pirlo e accusa i critici: «È russofobia»
L’ex deputato del M5S interviene sul caso dell’ex centrocampista bresciano, escluso dalla corsa alla panchina azzurra per la collaborazione con Fonbet. La vicenda diventa terreno di scontro politico.
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Brescia. Il caso Andrea Pirlo fa discutere e, dopo lo stop alla candidatura dell’ex campione bresciano come commissario tecnico della Nazionale italiana, entra anche nel dibattito politico.
Ad intervenire è Alessandro Di Battista, ex deputato del Movimento 5 Stelle, che nella sua newsletter Scomode verità ha criticato la possibile scelta iniziale della Federazione, legando la questione alla collaborazione di Pirlo con Fonbet, società russa di scommesse di cui l’ex calciatore è stato testimonial.
Secondo Di Battista, il problema non sarebbe legato alle convinzioni personali di Pirlo, ma al ruolo assunto attraverso quella collaborazione. L’ex parlamentare sostiene infatti che l’ex giocatore avrebbe prestato la propria immagine a iniziative utilizzate dalla Russia per trasmettere un messaggio di normalità internazionale nonostante il conflitto in Ucraina.
Nel suo intervento Di Battista definisce Pirlo «un campione straordinario» ma mette in dubbio il suo percorso da allenatore, contestando anche la scelta della Federazione di puntare su di lui dopo le recenti difficoltà della Nazionale.
L’ex deputato critica inoltre le reazioni politiche alla vicenda, accusando alcuni esponenti europei di adottare un atteggiamento a suo giudizio incoerente nei confronti dei rapporti internazionali e delle sanzioni. Nel mirino finiscono anche le dichiarazioni della vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno, tra le prime a intervenire contro l’ipotesi Pirlo ct.
La vicenda resta quindi al centro di un confronto che va oltre il calcio: da una parte il tema dell’opportunità di affidare la guida della Nazionale a una figura legata commercialmente a un’azienda russa, dall’altra le accuse di doppio standard mosse da chi ritiene la polemica condizionata da ragioni politiche.
Pirlo, ex giocatore del Brescia Calcio e campione del mondo nel 2006 con l’Italia, aveva espresso nei giorni scorsi amarezza per le critiche ricevute, ribadendo di aver sempre rispettato le leggi dei Paesi in cui ha lavorato e sostenendo che alla collaborazione commerciale non dovessero essere attribuiti significati politici.






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