Parcheggi a Brescia, Forza Italia contro gli aumenti: «Errore penalizzare chi lavora in città»

Il capogruppo Paolo Fontana critica il nuovo piano tariffario della sosta. «Il welfare urbano non si costruisce scaricando i costi su pendolari e imprese».

Brescia. Gli aumenti delle tariffe dei parcheggi a Brescia fanno discutere e aprono il confronto politico.
Ad intervenire è Paolo Fontana, consigliere comunale e capogruppo del gruppo consiliare Forza Italia-PLI in Loggia, che contesta la scelta dell’amministrazione di inserire il rincaro della sosta nel quadro del cosiddetto welfare urbano.
«È certamente corretto prevedere agevolazioni per i cittadini residenti a Brescia. Ci mancherebbe altro, considerando anche le importanti risorse di cui il Comune può beneficiare, a partire dai dividendi di A2A», afferma Fontana. «È invece un errore aumentare in maniera così significativa le tariffe dei parcheggi, presentando contemporaneamente questa scelta come parte di un sistema di welfare urbano».
Secondo il capogruppo di Forza Italia, gli incrementi previsti sarebbero troppo pesanti per chi ogni giorno raggiunge la città. «La zona A passa da oltre 2,40 euro a 3 euro l’ora, la zona B da 1,50 a 2,10 euro e la zona C da 1,20 a 1,60 euro», sottolinea.
Fontana evidenzia il rischio che il nuovo sistema possa penalizzare non solo i cittadini della provincia, ma anche il tessuto economico cittadino. «Una città che vuole essere attrattiva non può trasformare l’accesso in un costo sempre più pesante, soprattutto per chi arriva dai comuni della provincia per lavorare, acquistare, usufruire dei servizi o frequentare le attività cittadine».
Secondo il consigliere comunale, il concetto di welfare urbano dovrebbe comprendere anche le esigenze delle attività economiche. «Il welfare urbano deve tenere conto anche della sostenibilità economica delle tante attività commerciali, artigianali e professionali che operano a Brescia e che vivono grazie a lavoratori, clienti e utenti provenienti da tutto il territorio provinciale».
Nel mirino anche l’idea di considerare chi arriva da fuori città come un semplice utilizzatore occasionale dei servizi. «Chi arriva da fuori città non è necessariamente un visitatore occasionale da tassare. Molto spesso è una persona che lavora a Brescia, acquista nei suoi negozi, utilizza i suoi servizi, frequenta i suoi locali e contribuisce concretamente alla vitalità e all’economia cittadina».
Per Fontana, il rischio è che l’aumento dei costi della sosta produca un effetto contrario agli obiettivi dichiarati. «Aumentare il costo della sosta rischia quindi di produrre l’effetto opposto rispetto a quello auspicato: rendere la città meno accessibile, penalizzare le attività economiche e spingere cittadini e consumatori verso altri territori o verso i grandi centri commerciali periferici, dove il parcheggio è spesso gratuito».
La posizione di Forza Italia è netta: «Agevolare i residenti è giusto. Farlo scaricando maggiori costi su lavoratori, pendolari, clienti, professionisti e imprese che ogni giorno contribuiscono alla crescita di Brescia è invece una scelta miope».
Infine Fontana richiama la necessità di un equilibrio tra le diverse esigenze della città: «Un vero sistema di welfare urbano dovrebbe conciliare residenza, mobilità, commercio e lavoro, non contrapporli. Brescia deve aprirsi alla provincia, non alzare nuove barriere economiche. Altrimenti, più che costruire una città attrattiva, si rischia di rendere la stessa città sempre meno frequentata e economicamente più chiusa».

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