Consigli di Quartiere, i consiglieri di centrodestra: “Serve più peso reale, non solo ascolto formale”

I consiglieri di centrodestra a Palazzo Loggia rispondono a Mirco Biasutti sulla paventata "deriva partitica" dei Cdq: «ad oggi, gli unici Presidenti di Quartiere diventati consiglieri comunali siedono nella maggioranza di sinistra».

Brescia. Sul tema della partecipazione nei Consigli di Quartiere, i consiglieri di centrodestra a Palazzo Loggia rilanciano l’idea di rafforzare concretamente il ruolo di questi organismi, e rispondono al consigliere Mirco Biasutti, che aveva espresso timori su possibili derive di propaganda partitica.
In una nota congiunta, i capigruppo Paolo Fontana (Forza Italia-Pli), Mattia Margaroli (Fratelli d’Italia), Massimiliano Battagliola (Brescia Civica) e Massimo Tacconi (Lega Lombarda per Salvini Premier), insieme ai consiglieri Carlo Andreoli, Mariangela Ferrari, Mariachiara Fornasari, Giovanni Posio (Fratelli d’Italia), Michele Maggi, Fabio Rolfi (Lega) e Federico Sai, Giovanni Viviani (Brescia Civica), sottolineano che «la partecipazione va rafforzata, non semplicemente tutelata in modo formale».
Secondo i consiglieri, «negli ultimi anni sono stati compiuti passi importanti per ricostruire spazi di partecipazione dopo l’abolizione delle Circoscrizioni, ma il ruolo dei Consigli di Quartiere resta oggi spesso marginale, consultivo solo sulla carta e troppo spesso ignorato nelle decisioni che incidono direttamente sui territori. Questo non va bene».
I rappresentanti del centrodestra ricordano inoltre che «il nostro gruppo ha contribuito in modo significativo alla stesura del nuovo regolamento dei Consigli di Quartiere, sostenendo un impianto volto a rafforzarne funzioni, riconoscimento e dignità istituzionale. Quel lavoro nasce per renderli interlocutori più forti e più ascoltati».

Rispondendo direttamente al collega Biasutti, i consiglieri osservano che «ad oggi, gli unici Presidenti di Quartiere diventati consiglieri comunali siedono nella maggioranza di sinistra. Un civismo ‘puro’ convertito rapidamente alla politica? O la politica che ha utilizzato i consigli di quartiere? Forse è più onesto riconoscere ciò che tutti sanno ma pochi dicono apertamente: chi si candida nei Consigli di Quartiere è mosso sia da spirito civico sia da sensibilità politica. In questo non c’è nulla di negativo, se il confine tra rappresentanza del territorio e ruolo di partito resta chiaro e rispettato».
Il punto centrale, concludono i consiglieri, è «quando i CdQ vengono ascoltati solo quando conviene e ignorati quando pongono questioni scomode o divergenti. Se si vuole davvero difendere questa forma di partecipazione, occorre rafforzarne il peso reale, non limitarne il confronto. Il cambio di direzione necessario, quindi, non è meno dialogo, ma più responsabilità, più ascolto e più coerenza».

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.